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Stop alle concessioni per le spiagge italiane: dal 2024 saranno riaperte le gare

© Foto : Evgeny UtkinSpiaggia vuota
Spiaggia vuota - Sputnik Italia, 1920, 10.11.2021
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La sentenza del Consiglio di Stato è definitiva e stabilisce che non saranno possibili proroghe per via legislativa e non saranno possibili ricorsi in sede giudiziaria: l’obiettivo è il rispetto della normativa europea.
Due anni e due mesi di tempo per organizzare le gare per l’assegnazione delle concessioni balneari, il tempo necessario per “evitare un significativo impatto socio-economico” in caso di stop immediato.
È questa l’unica deroga che il Consiglio di Stato ha fatto al settore: dal primo gennaio 2024 tutte le concessioni balneari dovranno essere assegnate con gara, senza eccezioni e il Parlamento non potrà concedere ulteriori proroghe. Inoltre, si stabilisce, che neanche i giudici potranno accogliere ricorsi in merito.
Una sentenza, quella arrivata ieri, che rimette l’Italia nel solco del rispetto della normativa europea, che era stata ignorata per quindici anni.
La decisione dell’organo di ultima istanza della giustizia amministrativa arriva a pochi giorni dalla decisione della maggioranza di non sciogliere il nodo balneari nel decreto Concorrenza: il governo Draghi aveva deciso di effettuare una mappatura, un’operazione “trasparenza” sui canoni esistenti, ma senza mettere mano al settore.
Un drone in volo sulla spiaggia di Anapa - Sputnik Italia, 1920, 06.11.2021
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La decisione inappellabile dei giudici

La sentenza del Consiglio di Stato risolve alla radice il problema e lascia il tempo per preparare il settore al cambiamento.
Il settore, quindi, dal 2024 “sarà aperto alle regole della concorrenza”, i bagnini potranno parlare una qualunque lingua dell’Unione, come stabilisce la direttiva Bolkenstein.
La decisione dei giudici cancella anche la proroga fissata dal governo gialloverde nel 2019, che allungava i termini della vigenza dello status quo fino al 2034.
Il Consiglio di Stato, in un comunicato, ha precisato che il confronto concorrenziale, oltre ad essere imposto dal diritto UE, “è estremamente prezioso per garantire ai cittadini una gestione del patrimonio costiero e una correlata offerta di servizi pubblici più efficiente e di migliore qualità e sicurezza, potendo contribuire alla crescita economica e, soprattutto, alla ripresa degli investimenti”.

Federbalneari sul piede di guerra

Intanto, dopo la decisione, il settore si prepara a dare battaglia.
Federbalneari ha promesso di fare ricorso alla Corte di Giustizia del Lussemburgo e ha avvertito che sono a rischio un milione di posti di lavoro.
Dal settore, il Demanio incassa poco più di cento milioni di euro l’anno, la metà di quel che sulla carta dovrebbe ricevere.
Critiche anche dal leader della Lega Matteo Salvini:”Spiagge e mercati italiani non sono in svendita, si rassegnino i burocrati di Bruxelles e i loro complici: la Lega non ha mai permesso e non permetterà che il nostro lavoro e le nostre tradizioni vengano cancellati”.
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