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Spadafora dopo il coming out: “Tanto affetto, ma anche tanta ipocrisia in Parlamento”

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 ITIl Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Vincenzo Spadafora
Il Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Vincenzo Spadafora - Sputnik Italia, 1920, 10.11.2021
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L’ex ministro M5S parla delle reazioni al suo annuncio in TV, del Movimento e di Conte. L’ex premier, dice, potrà farcela, se ascolterà le voci dei pentastellati.
La decisione di fare coming out in TV è stata personale, ma anche legata alla scelta di dare una “testimonianza forte e chiara in un momento in cui viviamo un’arretratezza culturale pericolosa sul tema dei diritti”.
Si esprime così l’ex ministro grillino Vincenzo Spadafora, parlando al Corriere della Sera a pochi giorni dall’annuncio sulla sua omosessualità. “Non avrei potuto mai immaginare un’ondata di affetto di questa portata. Ho ricevuto centinaia di messaggi da personalità di ogni ambito ma soprattutto tantissimi di giovani che mi ringraziano perché hanno letto il mio gesto come un segno di conforto e speranza per loro. Era ciò che speravo”.
La scelta, ribadisce, è molto personale: “La vita privata delle persone deve rimanere tale, e chi decide di aprirsi deve poterlo fare solo quando si sente pronto. Io lo sono stato ora”.
Un momento scelto a maggior ragione dopo lo stop al ddl Zan, anche se Spadafora non lo cita direttamente: “Per anni ho percepito il brusio, le battutine, la sensazione che si volesse usare il mio orientamento come un’arma contro di me: ecco, quella lama non può più ferire”.
Secondo Spadafora, infatti, in “Parlamento come altrove c’è ancora un velo di ipocrisia, a me non interessa invitare qualcuno ad esprimere il proprio orientamento sessuale quanto garantire all’interno del Parlamento un impegno concreto a favore dei diritti per tutti”.
E ricorda “le scene delle ultime settimane”, che “raccontano tutt’altro, un Parlamento distante dalla realtà e dai bisogni reali delle persone su questo tema, come su molti altri”.

M5S e la sfida di Conte

Per l’ex ministro, Giuseppe Conte, adesso leader del M5S, ha una sfida difficile davanti a sé, quella di riformare il Movimento. L’obiettivo è ancora alla portata, “ma solo se saprà aprirsi, ascoltare e farsi aiutare, puntando ad innovare ma anche valorizzando il patrimonio di idee, donne e uomini che hanno garantito al M5S di crescere”.
La prima sfida sarà la scelta dei “candidati alle prossime elezioni”, che “sarà una questione dirimente per garantire la trasparenza e la qualità di cui abbiamo bisogno”.
Altro punto a favore dell’ex premier nelle scelte di partito, la decisione di rispondere “positivamente alla richiesta dei gruppi parlamentari di condividere la linea sulle elezioni del presidente della Repubblica. Diversamente rischieremo una spaccatura tra i gruppi e Conte che non possiamo permetterci, soprattutto in un voto segreto”.
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