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Nucleare in Italia, apertura di Confindustria: "No ad approcci ideologici"

© flickr.com / Ken LundCentrale nucleare
Centrale nucleare - Sputnik Italia, 1920, 10.11.2021
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Il presidente di Confindustria ha sottolineato che un'apertura al nucleare dovrebbe essere presa in considerazione per abbattere i costi energetici a carico dell'industria italiana.
Rispondendo ad una domanda sul possibile sviluppo del settore dell'energia atomica in Italia, il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha spiegato che il tempo degli approcci ideologici è passato.

"Non è più tempo di approcci ideologici. In Italia, come sapete, abbiamo avuto un referendum che si è espresso contro, ma oggi le soluzioni sono diverse", ha dichiarato Bonomi, intervenendo al termine del Business Forum con i colleghi di Francia e Germania a Parigi.

© Foto : ConfindustriaPresidente di Confindustria, Carlo Bonomi
Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi - Sputnik Italia, 1920, 10.11.2021
Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi
Secondo il numero uno di Confindustria, è necessario aprire "una discussione molto chiara sul nuovo nucleare", al fine di "capire se il nuovo nucleare è una tecnologia green".
Nessun dubbio, dunque, nell'affermare che se le nuove tecnologie di produzione di energia atomica dovessero essere compatibili con le esigenze ecologiche, "ci sarebbe la possibilità di mettere in atto una nuova strategia".
Bonomi, in questo senso, si è soffermato sull'importanza strategica del costo dell'energia per "la nostra industria", affermando che se troppo elevato, "diventa un problema".

Il futuro del nucleare in Europa e in Italia

In un documento di aprile, basato sul rapporto del Joint Research Centre, la Commissione europea ha affermato che potrebbe includere il nucleare tra le energie alternative da promuovere per raggiungere l’obiettivo europeo della neutralità climatica entro il 2050.
Secondo la Commissione, la tecnologia in questo campo è in continua evoluzione e questo determina anche una diminuzione del rischio di incidenti gravi, come quelli avvenuti in passato a Chernobyl o Fukushima.
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