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Costantino in carcere da marzo ad Abu Dhabi, l'appello della compagna: "Il Governo intervenga"

© Sputnik . Vitaly BelousovAbu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti
Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti - Sputnik Italia, 1920, 10.11.2021
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Stefania Giudice chiede al ministro Guerini di attivarsi per la scarcerazione. L'imprenditore italiano è da otto mesi in cella, ma non conosce le accuse: "Sta male, ha perso 25 chili, temo per la sua vita".
Da otto mesi si trova in un carcere di Abu Dhabi senza quasi nessun contatto con l’esterno, se non le sporadiche telefonate, sei minuti due volte alla settimana, con la compagna Stefania Giudice. Andrea Costantino, l’imprenditore italiano arrestato il 21 marzo scorso a Dubai, resta ancora in cella senza sapere di cosa sia accusato. Stefania Giudice, che già a giugno aveva lanciato un appello alle autorità italiane per la liberazione del compagno, è tornata a spiegare a Sputnik Italia la situazione, parlando di una "detenzione ingiusta e immotivata".

“Andrea è detenuto senza accuse da otto mesi. – ha spiegato – Sta male, ha perso 25 chili e ha problemi alla schiena e neurologici”.

La compagna del trader nel settore petrolifero è preoccupata: “Temo sempre per la sua vita e da sempre, dal primo momento”.

Ma ancora, da mesi, non si muove nulla: “Le autorità italiane dicono che stanno seguendo con la massima attenzione la vicenda, ma non è cambiato nulla dal giorno del suo arresto”.

Stefania Giudice parla di una detenzione ingiusta, non c’erano ragioni perché Costantino venisse fermato e incarcerato, sottolinea.
“In otto mesi ci sono state soltanto quattro visite consolari e l’avvocato non ha potuto vedere lui, il suo presunto fascicolo o avere informazioni sul caso”, aggiunge.

Per questo, “chiedo un intervento risolutivo del governo per ottenere la scarcerazione".

E “auspico che il ministro Guerini partecipi all’evento a Dubai, l’Air Show che inizia il 14 novembre: credo sia il solo in grado di ricucire i rapporti ormai ai minimi termini storici a causa dell’embargo sulle armi decretato dal governo gialloverde il 29 gennaio” contro gli Emirati, una situazione che “è la punta dell’iceberg di tutti i pasticci che negli ultimi anni l’Italia ha combinato negli Emirati arabi uniti”, aggiunge.
Secondo Stefania Giudice, infatti, l’arresto del compagno Andrea Costantino, il passaggio negato nello spazio aereo emiratino al C130 dell'aeronautica militare che portava giornalisti e militari a Herat per la chiusura della base italiana e lo “sfratto” dalla base di al-Minhad, da cui gli Emirati hanno preteso la smobilitazione della presenza militare italiana, sono tutti collegati.

“Sono cose gravissime”, che sono connesse ai rapporti difficili tra Roma e Abu Dhabi e in mezzo a cui è finito anche l’imprenditore milanese.

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