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Colpo di stato su Twitter, Harry avvertì il CEO del social network prima dell'assalto al Campidoglio

© POOLPrincipe Harry
Principe Harry - Sputnik Italia, 1920, 10.11.2021
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Il principe Harry, duca di Sussex, ha dichiarato ieri, martedì 8 novembre, che in una lettera inviata al CEO di Twitter, Jack Dorsey, il giorno prima della rivolta, aveva condiviso con lui le sue preoccupazioni riguardo a una possibile rivolta.
"Jack e io ci stavamo inviando e-mail prima del 6 gennaio, in una di queste avevo provato ad avvertirlo che la sua piattaforma stava permettendo di organizzare un colpo di Stato", ha detto Harry secondo quanto riportato dal Daily Mail.
"Quell'e-mail l’ho inviata il giorno prima che avvenissero i fatti del Campidoglio e da allora non ho più avuto sue notizie".
Il principe Harry, che in precedenza si è unito all'Aspen Institute come uno dei 15 commissari per esaminare i problemi attuali con la disinformazione negli Stati Uniti, ha partecipato a una discussione dedicata alla disinformazione.

“La disinformazione è una crisi umanitaria globale. L'ho provato sulla mia pelle nel corso degli anni e ora lo sto vedendo accadere a livello globale, e colpisce tutti, non solo in America, letteralmente ogni individuo sul pianeta", ha detto, aggiungendo che il problema potrebbe interessare anche coloro che non dispongono di account sulle piattaforme social, poiché "è un problema che non ha avuto origine nei social media".

Il 6 gennaio, i sostenitori di Trump presero d'assalto il Campidoglio degli Stati Uniti, nel tentativo di fermare la certificazione dei risultati delle elezioni presidenziali del 2020. Nell'assalto morirono cinque persone, tra cui un poliziotto.
Quasi 600 dei partecipanti sono stati indagati, ma l'FBI non ha trovato prove evidenti che l'attacco fosse il risultato di una cospirazione organizzata o coordinata per ribaltare le elezioni presidenziali.
Twitter, insieme ad altre importanti piattaforme di social media, ha vietato definitivamente l'account di Trump dopo quei fatti, per le accuse di incitamento alla violenza, sebbene molti conservatori abbiano criticato l’iniziativa come censura.
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