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Vaccino anti-Covid, Miozzo: "Possibile quarta e quinta dose, dopo la terza"

© AP Photo / Ben CurtisAgostino Miozzo
Agostino Miozzo - Sputnik Italia, 1920, 09.11.2021
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Fare la terza dose non vuol dire che il vaccino anti-Covid non abbia funzionato, ma è "una necessità legata all’evoluzione di questa disgraziata pandemia". Lo ha detto l'ex coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, alla trasmissione Tagadà su La7.

"Molto probabilmente avremo una sequenza di terze dosi, di quarta, di quinta e così via. - avverte - Potrebbe succedere che avremo la vaccinazione anti-Covid tutti gli anni, come quella anti-influenzale".

Sul fatto che la terza dose di vaccino anti-Covid sia indispensabile, Miozzo cita l'esperienza di Israele, ma chiarisce che da sola non basta.
"Occorrono comportamenti individuali responsabili, - spiega - dobbiamo continuare a mantenere tutte quelle precauzioni di responsabilità individuale, precauzioni come mascherine, distanziamento, anche da vaccinati".

Comunicazione chiara ed autorevole

Miozzo, inoltre, sottolinea la necessità di una comunicazione chiara in merito alle vaccinazioni, che non generi confusione.
"Abbiamo l'obbligo di comunicare, in maniera autorevole dal punto di vista scientifico e politico", ha affermato, criticando la comunicazione in merito all'emergenza, la prima in epoca social.

"Non eravamo preparati. - ha affermato - Dialogare attraverso i social media è una specialità e noi non eravamo preparati a farlo"

No-Vax da TSO

Il forte consenso al no al vaccino ha avuto un grande contributo all'enfasi che i media hanno dato nelle ultime settimane ai No-Vax, che Miozzo definisce, con parole dure, "casi patologia psichiatrica" e "gente da TSO".
"Questa grande quota di paranoici da TSO si sono convinti davanti ad un computer nella lunga notte del lockdown durante la quale dialogano con se stessi e con un universo di amici che la pensano come loro", ha dichiarato.

Vaccino per i bambini

Nella fase iniziale della pandemia, i bambini erano la fascia di popolazione esclusa dalle complicazioni, ma "oggi le cose sono cambiate", ha detto Agostino Miozzo, riferendosi alla fascia d'età sotto i 12 anni, al momento esclusa dalla platea a cui è offerta la vaccinazione.

"Oggi i reparti di pediatria dedicati al Covid sono quasi saturi, anche se per fortuna sono molto pochi quelli che finiscono in terapia intensiva e ancor meno quelli che hanno un esito letale".

L'ok dell'Ema al vaccino Pfizer per la fascia d'età tra 5-11 anni è atteso per le prossime settimane e si stima che le vaccinazioni possano partire entro Natale. In Italia è interessata una platea di circa 5 milioni di persone.
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