Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Vaccino ai bimbi, il pediatra Russo (Sip): “Benefici maggiori dei rischi, ma niente obbligo”

© Ospedale pediatrico Bambino Gesùsomministrazione vaccino
somministrazione vaccino - Sputnik Italia, 1920, 09.11.2021
Seguici su
Il governo si prepara ad estendere la campagna vaccinale ai più piccoli. Ma gli esperti si dividono sull'opportunità di sottoporre i bambini alla vaccinazione anti-Covid. Sputnik Italia ne ha parlato con il dottor Rocco Russo, membro della Società Italiana di Pediatria.
Dopo il via libera da parte della Fda americana alla somministrazione ai bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni del vaccino anti-Covid prodotto dalla Pfizer, il governo italiano punta ad allargare la campagna vaccinale anche alla popolazione pediatrica a partire dal prossimo mese di dicembre.
Ma, in attesa che arrivi l’autorizzazione da parte dell’Ema, in molti si interrogano sull’opportunità di sottoporre alla vaccinazione anche i più piccoli. Sputnik Italia ne ha parlato con il pediatra Rocco Russo, responsabile del tavolo tecnico vaccini della Società Italiana di Pediatria (Sip).
- Il governo ha annunciato che da dicembre inizierà a vaccinare anche i bambini. Qualcuno nella comunità scientifica, come il direttore dello Spallanzani, Francesco Vaia, sostiene non sia necessario. Cosa ne pensano i pediatri?
- Rispettiamo la posizione del direttore dello Spallanzani, ma abbiamo qualche perplessità nel condividerla. Le raccomandazioni internazionali, come quelle che arrivano dall’Accademia americana di pediatria, dicono che la vaccinazione nella fascia pediatrica è un’opportunità aggiuntiva per cercare di contrastare al meglio la diffusione del virus.
- Ci spieghi meglio…
- Le valutazioni sono duplici: come tutti gli interventi di sanità pubblica, il beneficio è rivolto sia al singolo, sia alla collettività. Anche se la stragrande maggioranza dei bambini non contrae la malattia grave, c’è da dire una cosa fondamentale: avendo uno strumento di prevenzione vaccinale – come appunto quello del vaccino per il Covid – per noi è un’opportunità poter proteggere questi bambini dall’infezione.
Il numero dei bimbi deceduti per le complicanze generate dal Sars-Cov-2 è irrisorio, ma sono comunque bimbi che sono morti e che potevano essere salvati dal vaccino.
- E quali sono i benefici per la collettività?
- Il Covid è un virus che non ci dà un’immunità permanente. Neppure il vaccino la offre, ma se noi limitiamo la diffusione del virus, estendendo la copertura vaccinale a tutte le fasce di popolazione, gli impediremmo di replicarsi nelle sacche di non vaccinati. Dobbiamo creare una rete di protezione che blocchi qualsiasi via d’uscita al virus.
- I bambini però non hanno la stessa capacità di diffusione degli adulti…
- Questa è una battaglia che dobbiamo portare avanti a livello globale. Dobbiamo garantire ai bimbi una qualità di vita adeguata, dobbiamo far sì che non rientrino nel tunnel del disagio e della deprivazione sociale. Il bambino vaccinato ne trae beneficio in quanto soggetto protetto e, secondariamente, rientrando in un percorso di protezione collettiva.
Purtroppo non siamo alla fine della pandemia, anzi corriamo il rischio di nuove ondate e automaticamente di avere ripercussioni a livello mondiale.
- A spaventare i genitori sono soprattutto i possibili effetti collaterali. C’è il rischio che si possano sviluppare casi di miocardite, come è successo per i ragazzi più giovani sottoposti alla vaccinazione con vaccini a mRna?
- Il vaccino destinato ai bambini dai 5 agli 11 anni è un vaccino che ha una concentrazione ridotta di un terzo rispetto a quello degli adulti e degli adolescenti: 10 microgrammi di antigene a fronte dei 30 degli adulti. Dai trial è emerso che tutti i 1.300 bambini hanno risposto egregiamente alla somministrazione, tanto da determinare un’efficacia di oltre il 90 per cento.
Al momento non sono stati segnalati casi di complicanze miocardiche. Quelle segnalate negli adolescenti, soprattutto di sesso maschile e a seguito della seconda dose, sono state comunque di breve durata, gestibili a domicilio e non hanno lasciato strascichi a livello cardiaco. Ben diverse sono le miocarditi causate dal Covid. Secondo uno studio israeliano l’incidenza è nettamente superiore e provoca danni più gravi e a lungo termine.
- Perché allora alcuni Paesi, come la Germania, inizialmente avevano mostrato perplessità, consigliando la vaccinazione soltanto ai bimbi più fragili?
- Il Covid non è una malattia che colpisce soltanto i soggetti più fragili: la vaccinazione è un intervento di sanità pubblica che va esteso a tutte le fasce d’età, compresi i bambini. È finalizzata a contrastare un virus pandemico che sta mettendo in crisi il mondo intero.
- Quali sono i rischi per i bambini che vengono a contatto con il Covid?
- Per fortuna non sviluppano conseguenze gravi. Eppure, circa 250 piccoli hanno contratto la malattia infiammatoria sistemica (MIS-C) come complicanza del virus. Poi c’è un altro aspetto importante che sta emergendo in questo periodo: quello del long Covid. Sintomi come astenia, deficit di concentrazione, dolori muscolari e manifestazioni gastrointestinali, si prolungano nel tempo e devono essere tenuti sotto osservazione.
- Servirà più di un richiamo anche per i più piccoli?
- Il rischio maggiore è che il virus, continuando a circolare, muti, generando nuove varianti. A quel punto si dovrà correggere il tiro, per creare anticorpi adatti a contrastarle.
- Qual è la situazione oggi nei reparti Covid degli ospedali pediatrici?
- Ultimamente si sta verificando un aumento dei casi che necessitano il ricovero. È il caso del Bambin Gesù di Roma. I sintomi sono sempre febbre, tosse, infiammazione delle basse vie aeree e anche manifestazioni gastroenteriche.
- Pensa che il vaccino per i bambini debba essere obbligatorio, ad esempio come condizione per frequentare la scuola?
- Questa è una decisione soprattutto politica. Il governo non lo ha fatto per gli adulti, non vedo il motivo per cui dovrebbe fare diversamente per i bambini. Fermo restando che il valore di un intervento vaccinale è basato su una scelta libera e consapevole. La libertà e la consapevolezza dei genitori sono di fondamentale importanza.
- Ecco, come fare a convincerli che questa sia la scelta migliore per i propri figli?
- Facendo capire loro che si trovano di fronte ad un bivio: esporre il proprio figlio ai rischi dell’infezione, oppure proteggerlo con un intervento vaccinale che ne tuteli la salute psicofisica.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала