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Singapore, la Corte d'Appello rinvia l'esecuzione di un condannato perché positivo al COVID

© AP Photo / Ee Ming TohCoronavirus in Singapore
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La Corte d'Appello di Singapore, riunitasi per un'udienza speciale sul rinvio dell'esecuzione di un cittadino malese condannato alla pena di morte per impiccagione per esser entrato nel Paese con 43 grammi di eroina, ha posticipato l'esecuzione a data da definirsi a causa della positività al COVID-19 dell'uomo.
Lo riferisce oggi il portale internet del giornale Straits Times.
Il collegio giudiziario di tre giudici d'appello ha deciso di rinviare a data da definirsi l'esecuzione del cittadino malese di 25 anni Nagaenthran Dharmalingam e di rinviare l'udienza sulla sua cancellazione fino alla guarigione del condannato. La corte ha reso noto che la data dell'udienza sarà comunicata prossimamente.
Straits Times riporta che l'aula della corte era gremita di persone, tra cui molti giornalisti.
L'esecuzione della pena era stata precedentemente fissata per il 10 novembre, afferma il quotidiano. Inizialmente, il collegio giudiziario era stato convocato martedì per esaminare l'ultima istanza per la revocazione della condanna a morte legata alla disabilità mentale dell'imputato: la difesa sostiene che lo sviluppo mentale del condannato si sia fermato ad un livello adolescenziale, ad un'età inferiore ai 18 anni. Gli avvocati dell'uomo fanno riferimento ai precedenti di applicazione del diritto mondiale, sostenendo che nel resto del mondo la pena di morte non viene applicata ai criminali con disabilità mentali. Tuttavia, la corte non ha avuto il tempo di iniziare ad esaminare l'istanza, poiché i giudici hanno appreso della positività al coronavirus dell'uomo, osserva Straits Times.
Nagaenthran Dharmalingam, cittadino malese di 25 anni, arrivato a Singapore nel 2017, all'età di 21 anni, con un pacchetto di eroina legato all'interno coscia, è stato condannato a morte dal tribunale di prima istanza di Singapore. Come previsto dalle leggi della città-Stato, l'importazione illegale di più di 15 grammi di eroina è punibile con la morte.
La Corte d'Appello, che a Singapore fa parte della Corte Suprema come sua divisione inferiore (la divisione superiore della Corte Suprema è l'Alta Corte), ha confermato il verdetto del tribunale di primo grado.
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A ottobre, il servizio carcerario di Singapore (SPS) ha inviato una lettera alla madre del condannato, in cui le ha comunicato la data dell'esecuzione, nonché il fatto che le erano consentiti appuntamenti prolungati quotidiani con il figlio nel periodo precedente l'esecuzione. La lettera dell'SPS ha avuto un'ampia visibilità sui social network e ha attirato l'attenzione dei media regionali e mondiali sul caso del cittadino malese.
A tre settimane dalla data fissata per l'esecuzione, gli avvocati di Dharmalingam hanno presentato l'istanza definitiva per annullare l'esecuzione all'Alta Corte, sostenendo che il condannato ha una disabilità mentale e che il servizio carcerario di Singapore, che esegue le condanne, proibisce l'esecuzione dei malati di mente. L'ufficio del pm di Singapore ha negato questa affermazione, provando che non esiste una tale disposizione nello statuto o in altri documenti dell'SPS, e ha presentato all'Alta Corte, come propria prova del normale sviluppo mentale del condannato, la testimonianza di uno dei carcerieri, che ha avuto contatti con il condannato per tre anni e non ha notato deviazioni, scrive Straits Times. Inoltre, l'ufficio del pm ha effettuato esami con il coinvolgimento di psicologi e psichiatri, per valutare il livello di sviluppo mentale del condannato, a seguito dei quali si è concluso che il condannato "intende le sue azioni" e che al momento dell'importazione delle sostanze stupefacenti a Singapore "capiva bene quello che stava facendo e ha deliberatamente mostrato astuzia criminale, cercando di nascondere la droga legandola alla coscia", riporta il giornale.
In un mese dalla pubblicazione sui social della lettera dell'SPS alla madre del condannato, gli attivisti per i diritti umani di Singapore hanno raccolto 64mila firme di cittadini della città-Stato, nell'ambito di una petizione per concedere la grazia a Dharmalingam, fa notare l'articolo.
Lunedì, l'Alta Corte di Singapore, dopo aver esaminato le argomentazioni della difesa e dell'accusa sull'istanza precedente, ha deciso di sospendere la condanna a morte per una giornata e di fissare un'udienza speciale martedì sull'istanza di difesa di Dharmalingam presso la Corte d'Appello.
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Niente cure per i No vax

Nel frattempo, il governo di Singapore ha annunciato che nel caso di infezione non pagherà le cure mediche a coloro che hanno deciso di non ricevere il vaccino per propria volontà. Prima ogni residente di Singapore poteva contare sull'assistenza statale quando si ammalava di COVID-19. L'eccezione costituivano i cittadini che sono risultati positivi subito dopo un viaggio all'estero.
Il ministro della Sanità Ong Ye Kung ha affermato che è "un segnale importante" per chi non riceve il vaccino nonostante sia idoneo mentre i non vaccinati sono una "maggioranza significativa" delle persone ricoverate in terapia intensiva che "contribuiscono in maniera sproporzionata al peso sul sistema sanitario".
Il provvedimento entra in vigore l'8 dicembre.
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