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Prosecco: vola l'export del vino italiano, bene lo stop del Prosek

© Stefano Segati Degustazioni di prosecco
Degustazioni di prosecco - Sputnik Italia, 1920, 09.11.2021
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Il Prosecco rappresenta un sesto dell'export del vino Made in Italy, nei primi sette mesi le vendite all'estero sono aumentate di quasi un terzo. L'Italia, intanto, ha presentato l'opposizione al riconoscimento del Prosek.
Il Prosecco vola sui mercati esteri e diventa la star mondiale delle bollicine con un incremento delle vendite oltre confine del 32% nel 2021, secondo un'indagine di Coldiretti sui dati Istat sui primi sette mesi dell'anno. E' prosecco quasi una bottiglia di vino italiano su sei stappata all'estero.
Gli Stati Uniti sono il primo acquirente in valore in bottiglie di prosecco, con un aumento delle vendite del 49%, sebbene l'incremento maggiore si sia verificato in Russia, dove gli acquisti segnano un 91%, praticamente raddoppiati.
Snocciolando i dati sull'eccellenza del Made in Italy, Coldiretti commenta positivamente l’opposizione ufficiale presentata dal Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli e del sottosegretario Gianmarco Centinaio contro il riconoscimento della menzione geografica tradizionale europea per il Prošek trasmessa all’attenzione della Commissione europea con la posizione italiana e le motivazioni tecniche.

"L’iniziativa del Ministero – sottolinea la Coldiretti – è importante per tutelare un patrimonio del Made in Italy che alla fine dell’anno raggiungerà un valore al consumo di 2,5 miliardi di euro dei quali la maggior parte realizzati sui mercati esteri con la leadership a livello mondiale in termini di volumi esportati davanti a Champagne e Cava".

La Croazia adesso avrà 60 giorni di tempo per presentare le controdeduzioni. Il Prošek è un vino dolce da dessert tradizionalmente proveniente dalla zona meridionale della Dalmazia. Zagabria chiede di registrare una “menzione tradizionale” dopo un tentativo fallito nel 2013 di proteggere la stessa denominazione.
“E’ necessario fare presto per fermare una decisione scandalosa che colpisce il vino italiano più venduto nel mondo” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel precisare che “si tratta di un precedente pericoloso che rischia anche di indebolire la stessa Ue nei rapporti internazionali e sui negoziati per gli accordi di scambio dove occorre tutelare la denominazione prosecco dai falsi”.
Secondo Coldiretti lo stop alla registrazione del Prosek è coerente con la recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha dichiarato illegittimi proprio i nomi truffa che evocano in modo strumentale ed ingannevole prodotti a denominazione di origine riconosciuti e tutelati dall’Unione Europea come la star delle bollicine italiane.
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