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Orlando apre ai sindacati: “Ci sono le condizioni per un confronto sulle pensioni”

© AFP 2021 / John ThysAndrea Orlando, nuovo Ministro del Lavoro
Andrea Orlando, nuovo Ministro del Lavoro - Sputnik Italia, 1920, 09.11.2021
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E si discute anche di salario minimo con le garanzie a livello europeo. E sul Reddito di cittadinanza difende le modifiche allo strumento dalle accuse del centrodestra e Italia Viva.
Per il ministro del Lavoro Andrea Orlando questo non è il momento dello sciopero generale, ma del dialogo tra governo e sindacati. I temi sono tanti: pensioni, politiche attive del lavoro, salario minimo. E su tutti c’è la disponibilità a dialogare per migliorare i temi messi in evidenza e in parte affrontati nella Manovra di bilancio.
Parlando a La Stampa, Orlando spiega che ci sono “tutte le condizioni perché sulle pensioni si apra un confronto che affronti in modo strutturale alcuni dei problemi posti” dai sindacati.

Si parte dalla Manovra dove, “su molte questioni, dalla riforma degli ammortizzatori sociali alla spesa sulla sanità, passando per la parità salariale, abbiamo lavorato andando incontro a richieste storiche del sindacato”.

Per questo, secondo il ministro esistono “le condizioni per un dialogo sociale che può portare a un miglioramento della manovra, affrontando il tema della previdenza al di fuori del dibattito sterile ‘quota 100 sì quota 100 no’”.
Serve un intervento strutturale, che faccia transitare i lavoratori senza troppi scossoni da Quota 100 e dalla legge Fornero in avanti, capendo cosa succede per le nuove generazioni, sottolinea Orlando.

Il Reddito di cittadinanza resta ancora nel dibattito

Il ministro del Lavoro difende lo strumento del Rdc, soprattutto dopo le modifiche e i controlli per eliminare storture e truffe.
E risponde anche alle accuse di Salvini, Meloni e Renzi, secondo cui il reddito di cittadinanza disincentiva il lavoro.
“Dietro questa accusa c’è un’ideologia per cui i poveri sono poveri per colpa loro e chi non trova lavoro non lo trova perché non lo cerca. Io non penso sia così. Credo che i poveri siano la conseguenza di un sistema ingiusto”.
Un fenomeno che porta anche alla lotta contro il lavoro nero: “È uno degli impegni assunti con il Pnrr. E stiamo lavorando per rendere più compatibile e conveniente il lavoro anche saltuario o precario rispetto alla percezione del reddito”.

Salario minimo e garanzie di contrattazione

Il ministro non sfugge dal confronto anche su un altro tema divisivo, quello del salario minimo.
Secondo Orlando ci sono “le condizioni per tenere insieme contrattazione e salario minimo. Uno dei passaggi perché questo avvenga è lavorare sull’effettiva titolarità di chi fa le trattative”.
Un punto di partenza per evitare che proseguano i cosiddetti “contratti pirata”, negoziati da sigle con pochissimi iscritti e che condizionano il mercato del lavoro.
Per raggiungere l’obiettivo servono “criteri minimi per l’individuazione della rappresentanza. La direttiva europea istituirà l’obbligo di salario minimo per i Paesi con meno del 70% di rappresentanza sindacale. Per gli altri, quindi anche per noi, si chiederanno criteri adeguati”.
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