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No pass, il sindaco di Trieste chiede leggi speciali: "Come ai tempi delle BR"

© FotoPiazza Unità a Trieste lunedì sera
Piazza Unità a Trieste lunedì sera - Sputnik Italia, 1920, 09.11.2021
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La pandemia come l'emergenza terrorismo: a fronte dell'aumento dei contagi e della crescente insofferenza della maggioranza dei cittadini di Trieste, Roberto Di Piazza riconosce il diritto alla salute e al lavoro come un limite alla libertà di manifestazione.
Il sindaco di Trieste, Roberto Di Piazza, è favorevole a porre dei limiti al diritto di manifestare. "Se è davvero così stappo lo champagne" afferma in un'intervista al Corriere della Sera, in merito all'ipotesi di una stretta ai cortei No green pass, su cui lavora l'esecutivo.
"Farei come ai tempi delle Brigate Rosse: leggi speciali. Allora c’era l’emergenza terrorismo, oggi c’è la pandemia ma il periodo è sempre drammatico. A mali estremi, estremi rimedi", afferma.
Di Piazza ribadisce di riconoscere il diritto a manifestare, ma con dei limiti. Quello maggiore è "il diritto degli altri alla salute e al lavoro. E queste continue manifestazioni lo violano, come dimostra il focolaio fra i manifestanti", prosegue.
L'idea potrebbe essere quella di consentire manifestazioni statiche lontane dal centro e dalle attività commerciali, come "alberghi, ristoranti e negozi che in questo periodo stanno subendo danni enormi". E propone un luogo alternativo dove svolgerle: il Porto Vecchio.
Indipendentemente da ciò che farà il governo, il sindaco pensa a nuove misure assieme al neo Prefetto. Si deve tener conto, afferma, che i no pass sono una minoranza e una "parte della città si sta ribellando".

"Ci sono 60mila firme favorevoli al green pass. Sono moltissime, è la stragrande maggioranza della gente: all’ultima manifestazione c’erano 8mila manifestanti"

Intanto, a Trieste la situazione dei contagi diventa sempre più drammatica, per un'accelerazione della circolazione del virus legata alle manifestazioni che vanno avanti da quasi un mese.
Con un'incidenza di 499 casi per 100 mila abitanti, Trieste è diventata la prima città per contagi e rischia la zona gialla, mentre crescono i ricoveri per Covid-19.

"Io non voglio più zone gialle, arancioni, rosse e chiusure. Non è possibile che un’intera città venga rovinata da quattro deficienti", conclude Roberto Di Piazza.

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