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Green pass, per il Tar del Lazio non introduce l'obbligo vaccinale

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Green Pass - Sputnik Italia, 1920, 09.11.2021
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I giudici amministrativi hanno stabilito che il green pass per gli insegnanti è legittimo e non costituisce un obbligo vaccinale indiretto.
Il green pass per gli insegnanti non equivale all’introduzione di un obbligo vaccinale surrettizio. Lo ha stabilito il Tar del Lazio esaminando il ricorso di un gruppo di insegnanti che aveva contestato la legittimità della norma introdotta dal governo.
Una decisione, quella dei giudici amministrativi, che, come ricorda Il Fatto Quotidiano, arriva dopo un'altra sentenza, che lo scorso settembre giudicò legittima la sospensione degli insegnanti no-vax.
Insomma, per le toghe è legittimo chiedere ai professori di mostrare il green pass per accedere al proprio posto di lavoro. I tamponi, inoltre, rimarca il tribunale, non devono essere offerti dallo Stato a chi sceglie di non vaccinarsi, ma soltanto a chi è in possesso di un'esenzione che lo esclude dalla vaccinazione.
“La vaccinazione, - si legge nel pronunciamento, riportato dallo stesso quotidiano - è un atto di carattere facoltativo, fatta eccezione per alcune categorie particolarmente esposte, quali la categoria dei sanitari gravati dall’obbligo specifico, qualora non intendano essere adibiti a mansioni che non comportino un contatto con il pubblico”.
Per i giudici, quindi, al momento, nel nostro Paese non sussiste alcun obbligo vaccinale, considerata la possibilità di ottenere la certificazione attraverso “la sottoposizione a test molecolari o antigenici rapidi”.
Il “diritto del personale scolastico a non essere vaccinato”, proseguono le toghe, “non ha valenza assoluta né può essere inteso come intangibile, avuto presente che deve essere razionalmente correlato e contemperato con gli altri fondamentali”, come quello alla “salute pubblica”, e ad assicurare “il regolare svolgimento dell’essenziale servizio pubblico della scuola in presenza”, oltre ad essere comunque garantito dalla possibilità di effettuare i tamponi.
Per il Tar, infine, non ci sarebbero difetti neppure dal punto di vista del rispetto della privacy e dei dati sensibili, perché l’attuale sistema di verifica del certificato, attraverso la scansione del Qr-code, non rivela i presupposti con i quali è stato ottenuto il lasciapassare.
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