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Varese, scoppia il caso delle baby gang maschili e femminili: incontrollabili

Polizia italiana - Sputnik Italia, 1920, 08.11.2021
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Che le baby gang siano un “fenomeno” sociale che i sociologi e gli studiosi di psicologia sociale monitorano da anni, è fatto noto. Ma la riapertura seguita alla prima fase di stretta chiusura degli italiani in casa, ha alimentato un braciere che è esploso.
Le cronache ci raccontano di baby gang che si affrontano in strada in modo violento, disorientando i cittadini che vi capitano per lo mezzo.
A Varese, ma anche a Gallarate e a Saronno, le baby gang tra i 12 e 13 anni di ambo i sessi sono diventate un problema serio.
Il Corriere di Milano racconta che non si tratta soltanto di figli di immigrati di seconda generazione nati in Italia, ma anche di figli di italiani i cui genitori sono separati o divorziati, o quando non lo sono è come se lo fossero e non si occupano semplicemente dell’educazione dei propri figli.
Baby gang non etniche, quindi, o almeno non solo, ma anche multietniche. E nel calderone ci sono anche le baby gang al femminile.
C’è chi invoca la legge, ma i ragazzini di 12 e 13 anni non sono punibili e pare che loro questo lo sappiano, tanto che prendono di mira la vittima di turno per razziarla di qualsiasi cosa abbia in dosso.
Il Corriere di Milano spiega che non si tratta di attività organizzate e programmate, ma di una attività violenta e di bullizzazione figlia di una totale mancanza di una educazione ai sentimenti, al rispetto sociale, fino a scadere nella banalizzazione del male e delle sue conseguenze. Di fatto ragazzini che non hanno appreso il limite in famiglia e che non conoscendolo arrivano anche a ferire, o a commettere reati ben più gravi.

Cosa dicono le forze dell’ordine

Anche per le forze dell’ordine, scrive il quotidiano, il fenomeno ha assunto a Varese e nei paesi e cittadine limitrofe, un livello di allerta che li lascia quasi impreparati al fenomeno.
L’attività di Questura e dei Comando dei carabinieri c’è, ma i ragazzini e le ragazzine non seguono logiche organizzate e da organizzazioni malavitose.
Infatti, gli eventi si segnalano come improvvisi e organizzati sul momento presso i giardini pubblici, all’esterno delle scuole o a bordo dei terni regionali.
Il fenomeno, inoltre, si starebbe estendendo anche alla città di Milano, dove per ora le denunce sono poche, ma gli investigatori temono che ci siano molti che non hanno denunciato.
La baby gang, infine, prendono di mira ragazzini e ragazzine della loro stessa età oppure di poco più piccoli. Gli strappano via cuffiette, i pochi spiccioli che hanno in tasca, lo smartphone e quindi lo malmenano.

La reazione dei genitori

I genitori dei membri delle baby gang, quando vengono convocati in Commissariato o in Caserma, spesso prendono le parti difensive dei figli, li giustificano e se la prendono con le forze di polizia affermando che sono loro i colpevoli e che i loro figli non hanno fatto nulla di male.
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