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Tribunale Ue sospende l'obbligo di mostrare il green pass all'ingresso del Parlamento europeo

© Sputnik . Aleksey Vitvitskiy / Vai alla galleria fotograficaParlamento Europeo
Parlamento Europeo - Sputnik Italia, 1920, 08.11.2021
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La decisione è stata presa dopo il ricorso presentato da un gruppo di deputati contro le nuove regole che imponevano l'obbligo di presentare il certificato anti-Covid all'entrata delle sedi di Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo.
È temporaneamente sospeso l’obbligo di presentare il green pass per accedere al Parlamento Ue. Lo ha deciso il presidente del tribunale dell’Unione europea dopo un ricorso presentato dall’associazione Notre Bon Droit.
Nella sentenza, riportata dai media del Belgio, i giudici specificano che “appare necessario, nell’interesse di una buona amministrazione della giustizia, sospendere l’esecuzione della decisione impugnata, limitando le condizioni di accesso dei ricorrenti ai locali del Parlamento europeo al requisito di un autotest negativo”.

La decisione a cui si fa riferimento nel pronunciamento è quella presa lo scorso 27 ottobre dagli uffici dell’Europarlamento, che avevano stabilito che l’accesso a tutte le sedi, quella di Bruxelles, di Strasburgo e Lussemburgo, sarebbe stata possibile solo dopo aver mostrato il green pass.

A ricorrere erano stati deputati e personale impiegato dall’Ue, definendo le nuove regole un “attentato grave” ai propri “diritti e libertà fondamentali”. Il presidente del tribunale ha ravvisato "l'interferenza con l'esercizio pieno e attivo dei mandati dei ricorrenti".
Una decisione definitiva, però, è attesa per le prossime settimane. Intanto l’associazione Notre Bon Droit, che ha sostenuto gli europarlamentari e il personale per presentare ricorso contro la decisione degli uffici del Parlamento europeo festeggia per il risultato ottenuto.
“Non si pensi – si legge in un post pubblicato sulla pagina Facebook dell’organizzazione – che questo riguardi soltanto un’élite. Il parlamento europeo non è fatto solo da deputati ma anche da autisti, camerieri, uscieri, stagisti, agenti di sicurezza, segretari, amministrativi, assistenti, sono persone come noi e voi”.
“Questa decisione riguarda tutti perché – aggiungono da Notre Bon Droit – crea un precedente in Belgio e potrà essere utilizzata come una scusa per imporre il pass a tutti i lavoratori belgi”.
“La decisione degli uffici parlamentari – avevano dichiarato dalla stessa associazione al quotidiano locale La Libre – viola i diritti fondamentali garantiti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione”.
“Non si tratta soltanto del diritto al lavoro, - avevano spiegato – ma anche del diritto all’integrità fisica, del diritto alla libertà e alla sicurezza, all’uguaglianza e alla non discriminazione, e soprattutto alla vita privata e al rispetto dei dati personali”.
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