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Leonid Sigan: l’uomo che annunciò la liberazione di Varsavia

Leonid Sigan e Jurij Levitan
Leonid Sigan e Jurij Levitan - Sputnik Italia, 1920, 08.11.2021
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Lo scorso 6 novembre è stata una giornata di lutto per il giornalismo russo. All’età di 98 anni si è spento Leonid Sergeevic Sigan, giornalista sovietico e russo, portatore del titolo di lavore emerito della cultura della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa, nonché portatore di analogo titolo anche della Repubblica di Polonia.
Leonid Sigan lavorò in radio sin dal 1943 e fece carriera raggiungendo il ruolo di direttore della redazione che si occupava delle notizie sulla Polonia, una delle più complesse redazioni internazionali.
Oltre al ricco patrimonio giornalistico e all’esperienza professionale che condivise generosamente con i colleghi, Leonid Sigan ha lasciato su questa Terra preziose testimonianze di molteplici processi storici del XX secolo, dei quali ha avuto occasione di essere partecipante e testimone. Tra questi eventi, riveste una significativa importanza la Seconda Guerra Mondiale, la quale fu per Sigan una grave tragedia personale.
Il giovane Sigan, che fuggì dalla guerra in Volinia per riparare a Mosca, non fu chiamato a combattere nell’esercito per via di dati “non idonei” nei suoi documenti, relativi alla nascita. All'epoca, i cittadini provenienti dall’Ucraina occidentale e dalla Bielorussia venivano arruolati nei battaglioni edilizi oppure in altre divisioni con mansioni analoghe, ma non erano mandati al fronte.
Tuttavia, il destino volle ben presto che il giovane patriota finisse comunque al centro degli avvenimenti più i mportanti, sebbene rimanendo dietro alla linea del fronte. Per una coincidenza, che stravolse i successivi dieci anni della vita dell'allora studente dell'Istituto per la lavorazione dell’acciaio (MISiS), il Direttorato politico dell’Armata Rossa chiamò all’appello tutti le persone che conoscevano la lingua polacca.
Leonid, che si era diplomato con ottimi voti presso il liceo di Kremenets, nell'odierna Ucraina, e aveva studiato il polacco, fu inviato, nel 1943, presso il Comitato radiofonico dell’Unione Sovietica, dove si stavano tenendo le selezioni dei presentatori per il canale radiofonico, di recente istituzione, dell’Unione dei patrioti polacchi nell’Unione Sovietica, che trasmetteva da Mosca.
Nelle trasmissioni quotidiane del canale radiofonico venivano condivise le notizie dal fronte che arrivavano dall'Ufficio Sovietico d'Informazione e Comunicazione. Il programma radiofonico trasmesso da Mosca, da una parte, incitava i polacchi a lottare contro gli occupanti fascisti, ma, dall'altra, aiutava quei polacchi che, per vari motivi, si trovavano dislocati in punti diversi dell’Unione Sovietica a rimanere informati. A quel tempo, nella città occupata di Varsavia, i nazisti definivano le trasmissioni d'informazione dall'estero “vespaio della propaganda sovietica” e chiunque le ascoltasse veniva severamente punito.
L'allora ventenne Leonid Sigan divenne corrispondente e presentatore della redazione polacca e, nel gennaio del 1945, gli capitò anche di annunciare la liberazione di Varsavia prima del suo collega più anziano, nonchè mentore, Yuriy Levitan*, conosciuto in Russia come "la voce della Vittoria”. Questo fu l’unico caso, nella storia delle trasmissioni internazionali dall'Unione Sovietica o dalla Russia, in cui un annuncio di questo tipo venne comunicato in lingua straniera prima che in lingua russa.

“Il 17 gennaio tutta la redazione era al completo [...]. Vicino allo studio di registrazione incontrai il capo redattore, nelle sue mani tremanti reggeva un foglio di carta: 'Qui si riporta che Varsavia è stata liberata. Adesso andiamo in onda, vai nello studio e leggi questo messaggio'. E così, per volere del capo redattore 'scavalcai' Levitan. Il messaggio riguardante la liberazione di Varsavia in onda, e quindi in tutto il mondo, l'ho dato io", raccontava Sigan.

Con Yuriy Levitan scorrevano buoni rapporti. Levitan faceva da mentore ai giovani presentatori: non dava soltanto consigli relativi al lavoro, ma li aiutava anche nelle difficili circostanze di vita che caratterizzarono il periodo post-bellico.

“Per me, rimasto senza cari e fuggito dai luoghi a cui più ero legato, il lavoro alla radio fu una salvezza, una possibilità di sentirmi parte di un evento incredibilmente importante. [...] Eravamo indispensabili non soltanto per le persone rimaste nelle retrovie, ma anche per colore in prima linea. Le nostre parole erano parole di speranza che annunciavano l’arrivo della liberazione, la fine dell’occupazione e delle tragedie”, ricordava Sigan in una intervista esclusiva rilasciata a Sputnik nel 2016.

Leonid Sigan riuscì a tornare in patria soltanto nel 1946. A Kremenets riuscì a incontrare alcuni conoscenti ed ex compagni di classe, ma i legami con la famiglia furono persi completamente. I nazisti fecero in modo di non lasciare nemmeno le tombe. Fino all'ultimo, questo fu sempre un tema di cui Sigan non amava parlare.
Durante il suo periodo di giornalismo civile, Sigan continuò a lavorare nel dipartimento polacco della radio di Stato e, in particolare, a parlare delle relazioni sovietico-polacche di alto livello. Lavorò come interprete durante le sessioni del Partito Comunista dell'Unione Sovietica e in occasione delle riunioni dei partiti comunisti dei Paesi del Trattato di Varsavia. Sigan fu l’unico giornalista a cui il Segretario Generale del Partito Communista Polacco dei Lavoratori, Vladislav Gomulka, rilasciò un’intervista, sebbene questi non amasse parlare con la stampa.
Nel 1964, Leonid Sigan fu a capo della redazione polacca per le notizie estere.

“La radio è una splendida scuola di vita, una scuola politica, un ottimo banco di prova per chi è alle prime armi: sostenere questo ritmo, decidere questioni urgenti. È un tipo particolare di giornalismo e mi considero fortunato a lavorare in questa sfera da tempo", ha dichiarato Sigan al suo novantesimo compleanno.

Fino all'ultimo, Sigan ha lavorato per il gruppo mediatico Rossiya Segodnya. Su Sputnik Polska venivano pubblicate le sue trasmissioni radiofoniche e i suoi articoli sulla contingenza polacca e internazionale fino a maggio del 2021.

Nella sua ultima intervista, rilasciata in occasione del 9 maggio**, Sigan ha indicato come uno dei più importanti momenti della sua lunga vita proprio quella diretta del gennaio del 1945: “Sono molto orgoglioso di aver avuto l’onore di annunciare agli ascoltatori che, grazie ai nostri sforzi comuni, avevamo conseguito quella grande Vittoria”.

© Sputnik . Vladimir Trefilov / Vai alla galleria fotograficaLeonid Sigan
Leonid Sigan - Sputnik Italia, 1920, 08.11.2021
Leonid Sigan
* Yuriy Borisovich Levitan è famoso in Russia per essere stato la voce principale della radio sovietica. Durante la sua carriera ha annunciato i più importanti eventi del periodo: l'attacco tedesco all'Unione Sovietica, la capitolazione della Germania, la morte di Stalin e la missione spaziale di Yuriy Gagarin, per citarne alcuni.
**Il 9 maggio, in Russia e altri Paesi ex-sovietici, si festeggia "La Giornata della Vittoria", in ricordo della firma della capitolazione tedesca il 9 maggio 1945. È considerata una festa molto importante, dedicata al ricordo delle vittime della Seconda Guerra Mondiale. Oltre a concerti e vari altri eventi, gli avvenimenti principali del 9 maggio sono la tradizionale parata militare in Piazza Rossa (e altre piazze del paese) e il cosiddetto "reggimento immortale", un corteo in cui i partecipanti portano con sè foto dei propri avi caduti in battaglia, per rendere loro omaggio.
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