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Le navi da guerra cinesi montano motori tedeschi

© REUTERSNavi militari di Russia e Cina
Navi militari di Russia e Cina - Sputnik Italia, 1920, 08.11.2021
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A rivelarlo è uno scoop di Die Welt e Ard. Ma le forniture sarebbero regolari nonostante l'embargo europeo sulle armi verso Pechino.
Nonostante l’embargo europeo sulle armi deciso dall’Ue trentadue anni fa dopo i fatti di piazza Tiananmen, oggi le navi da guerra cinesi montano motori tedeschi.
Lo rivela uno scoop del quotidiano tedesco Die Welt, dopo un’inchiesta condotta in collaborazione con l’emittente pubblica Ard. Ma le forniture sarebbero regolari.
A spiegare il perché è Sebastian Rossier, avvocato di Colonia ed esperto di export, che ai microfoni della tv tedesca ha chiarito che l’embargo sulle armi nei confronti della Cina “non è stato deciso formalmente in accordo con i trattati europei” e quindi “alcune esportazioni di motori per le navi possono essere permessi anche per la marina cinese”.
Le società chiamate in causa, come si legge sulla Deutsche Welle, sono due: la MTU e la filiale francese della MAN, società sussidiaria della Wolkswagen. Entrambe le compagnie hanno spiegato che le forniture sono pubbliche e in linea con la legislazione sull’export.
Secondo lo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri) la MTU avrebbe fornito regolarmente i motori per i cacciatorpediniere classe Luyang III attraverso una fabbrica dislocata in Cina fino almeno al 2020.
I motori venivano utilizzati anche per i sottomarini di classe Song, ma la società ha chiarito che le forniture per questo tipo di mezzi sono state “interrotte definitivamente”.
Inoltre, ha proseguito l’azienda non esisterebbe alcun contratto di fornitura stipulato direttamente con il ministero della Difesa cinese o con le forze armate.
Secondo l’inchiesta, a fornire i motori, in effetti, sarebbe stata una joint venture creata in Cina nel 2010.
Anche la SEMT Pielstick, che fa parte del gruppo MAN, controllato dalla Volkswagen, nel 2002 consegnò una serie di motori PA6 che dovevano servire a far muovere le fregate cinesi equipaggiate con missili terra aria e cruise.
Tutto fatto secondo le regole, visto che i motori destinati alla flotta di Pechino, che il governo cinese ha intenzione di ampliare ulteriormente nei prossimi mesi, utilizzano una tecnologia dual-use, che non ha bisogno di licenze per essere esportata.
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