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La rivolta dei parlamentari del M5S per il "patto della lasagna" di Conte. E a Roma arriva Grillo

Logo del M5S - Sputnik Italia, 1920, 08.11.2021
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Continuano le polemiche per la partecipazione di Giuseppe Conte al party per il compleanno del Dem, Goffredo Bettini, dove si sarebbe parlato di Rai e Quirinale. E per placare gli animi arriva anche Beppe Grillo.
Non si placano i malumori all’interno del M5S per la partecipazione dell’ex premier Giuseppe Conte alla festa di compleanno di Goffredo Bettini.
Il party organizzato dal politico del Pd, guru del patto tra Dem e grillini, a cui c’erano anche il neo-sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e quello di Napoli, Gaetano Manfredi, oltre ai ministri Andrea Orlando e Dario Franceschini, al governatore del Lazio Nicola Zingaretti, Gianni Letta, e l’ad della Rai, Fuortes, solo per citarne alcuni, secondo le indiscrezioni trapelate dai quotidiani sarebbe stata l’occasione per un summit informale sulla partita per il Quirinale e sulle nomine dei nuovi direttori dei Tg.
Una modalità che non è piaciuta al Movimento 5 Stelle, con diversi parlamentari che ora si scagliano contro quello che in casa grillina è già stato ribattezzato come il “patto della lasagna”.
Il primo ad esporsi pubblicamente è stato il senatore Primo Di Nicola che in un post su Facebook ammonisce il leader.
Secondo il parlamentare alla festa nella villetta a La Storta, periferia nord di Roma, si sarebbero ridisegnati “gli assetti istituzionali prossimi venturi della Repubblica con Mario Draghi al Quirinale e l'attuale ministro dell'Economia Daniele Franco, sua emanazione, a Palazzo Chigi”.
“Un po' strano – osserva Di Nicola - che le stesse persone, che ogni giorno si stracciano le vesti invitando gli altri a non prestarsi al toto-Quirinale perché irrispettoso verso l'attuale inquilino del Colle più alto, se ne escano addirittura con un organigramma completo preoccupandosi anche di darlo in pasto ai giornali”.
“Non sarà certo sfuggito ai presenti e certamente al saggio Bettini (a proposito, auguri!) – conclude il senatore - che noi M5s degli assetti istituzionali del Paese preferiamo e vogliamo parlarne, e al più presto, nelle sedi proprie, a cominciare dai gruppi parlamentari. Non fosse altro per quella trasparenza che i cittadini continuano a pretendere e per la quale ci siamo sempre battuti”.
La stoccata è proprio al leader pentastellato che non a caso, per placare gli animi, potrebbe incontrare a breve gli eletti. Nel frattempo, come rivela Il Giornale, le chat pentastellate continuano a ribollire, con commenti negativi e video della festa con Conte a suo agio tra il gotha Dem, che circolano da uno smartphone all’altro.

Beppe Grillo atteso a Roma in settimana

Anche per questo, rivela l’Adnkronos, Beppe Grillo sarà a Roma già questa settimana per un faccia a faccia con Conte e per partecipare alla riunione dei gruppi. A far discutere non c’è solo la storia della festa, ma anche il passo indietro del senatore Ettore Licheri dal ruolo di capogruppo al Senato.
Il Movimento al suo interno, spiega la stessa agenzia di stampa, sarebbe sempre più diviso, e questo impensierisce il garante, che vorrebbe "toccare con mano l'umore dei parlamentari" per capire “come stanno veramente le cose”.

Le polemiche sull'ad della Rai

Intanto, a far discutere è anche la presenza dell’ad della Rai Fuortes alla festa de La Storta. Il deputato di Italia Viva, Michele Anzaldi, rilanciando le indiscrezioni pubblicate dal Corriere, ha definito gravissimo il fatto che l’amministratore delegato “si sarebbe addirittura appartato insieme al leader M5s Conte e al festeggiato per parlare dei nuovi direttori dei Tg che la Rai dovrebbe nominare a breve”.
“Già è grave e sconveniente che Fuortes abbia partecipato, a maggior ragione dopo aver detto di essere lontano dalla politica, - ha proseguito il parlamentare renziano - ma se fosse confermato che ha parlato di direttori con esponenti di partito si tratterebbe di un caso di ingerenza e sudditanza che avrebbe pochi eguali nella storia del servizio pubblico”.
“Se Fuortes non smentisce subito, - incalza Anzaldi - intervenga il presidente Draghi che ha deciso la sua nomina”.
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