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La mozzarella batte camembert, la regina della Francia

© mozzarella_dopLa mozzarella
La mozzarella - Sputnik Italia, 1920, 08.11.2021
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Per la prima volta in Francia, i consumi di mozzarella hanno superato quelli del camembert.
Lo afferma Le Figaro, che cita i dati diffusi dal Syndicat normand des fabricants de camemberts (Snfc). Dall’inizio anno fino all'11 settembre sono state infatti vendute in Francia 29.230 tonnellate di camembert contro 33.170 tonnellate di mozzarella. Per la prima volta, spiega il presidente di SNFC, Fabrice Collier, "la curva delle vendite di camembert, in costante calo del 3% annuo, è scesa al di sotto di quella delle vendite di mozzarella, che registra una crescita annua del 5%".
Quali sono gli origini di questo successo? Come l’eccellenza italiana ha conquistato il cuore dei consumatori francesi? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto in esclusiva Domenico Raimondo, Presidente del Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala campana Dop.
© Foto : Ufficio Stampa Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala campana DopDomenico Raimondo - Presidente del Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala campana Dop
Domenico Raimondo - Presidente del Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala campana Dop - Sputnik Italia, 1920, 08.11.2021
Domenico Raimondo - Presidente del Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala campana Dop
Dott. Raimondo, per la prima volta in Francia, i consumi di mozzarella (vaccina e bufala insieme) hanno superato quelli del formaggio simbolo della "grandeur", il camembert. Come il latticino italiano ha spodestato il camembert, sovrano incontrastato del regno del cacio per anni?
— La notizia riportata dal quotidiano “Le Figaro” ci riempie di orgoglio, perché i francesi sono veri intenditori di formaggi. Il sorpasso è il frutto di tanti anni di lavoro sul mercato francese per far conoscere la nostra mozzarella di bufala campana, ora vengono premiati gli sforzi di tanti imprenditori e questo deve far gioire l’intero Paese.
In questo successo un ruolo fondamentale lo gioca la mozzarella di bufala campana Dop, che ha proprio nella Francia il Paese leader per l’export della Bufala (+9,7% nel 2020 rispetto al 2019): oltre 1 mozzarella su 3 che va all’estero finisce sulle tavole francesi.Inoltre, proprio da una recente indagine di Nomisma, commissionata dal Consorzio di Tutela, emerge che il 70% dei francesi tra i 18 e i 65 anni hanno consumato almeno una volta nell’ultimo anno la Bufala Campana Dop, un dato che ci sprona a far conoscere sempre di più Oltralpe questo prodotto.
Caprese - Sputnik Italia, 1920, 07.12.2020
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Che effetto ha avuto la crisi da coronavirus sull’oro bianco dal punto di vista dei consumi e della produzione? La mozzarella è riuscita a mantenere il suo titolo del “formaggio più esportato nel mondo”?
La produzione di mozzarella di bufala campana Dop è finalmente in ripresa dopo la fase acuta della pandemia, nei primi 8 mesi del 2021 registriamo un +5% rispetto al 2020. Ma i problemi non sono certo finiti e paghiamo la difficoltà logistica di portare sui mercati un prodotto freschissimo. La redditività delle aziende è calata ma in questo quadro l’export è stata la nostra forza, facendo registrare un+9,7% nel 2020. Negli Usa il segmento “mozzarella” resta leader nelle esportazioni. Ci siamo riusciti perché innanzitutto è buona e poi perché la adorano i vip come Robert De Niro, che la fa arrivare nei suoi ristoranti ogni settimana.
Secondo Coldiretti, la mozzarella è al primo posto come prodotto più falsificato. Cosa fa il Consorzio, che quest'anno compie 40 anni dalla sua fondazione, per difendere il marchio “Made in Italia”, o meglio quello di “Made in Sud”?
— Abbiamo appena compiuto 40 anni dalla fondazione del Consorzio, abbiamo una storia ben consolidata alle spalle e devo ringraziare i tanti imprenditori che nel 1981 hanno creduto a questo progetto. La tutela della mozzarella Dop è il primo compito del Consorzio. Solo l'anno scorso abbiamo effettuato 3300 controlli sia in Italia che all'estero, ma sono tantissimi i casi di falsificazione, un business da 100 milioni di euro solo per quanto riguarda la mozzarella di bufala campana.
In Europa le norme ci aiutano e la tutela chiamata “ex officio” ci consente di intervenire prontamente con i nostri agenti della vigilanza. Inoltre, abbiamo stretto accordi con altri consorzi di tutela per monitorare i mercati europei. Il web è diventato il principale canale per le evocazioni e falsificazioni del nostro prodotto. E noi abbiamo delle unità che si occupano solo di scovare le truffe in internet.
Il problema lo registriamo soprattutto nei Paesi extra Ue. La strada per vincere questa sfida sono gli accordi bilaterali tra Italia o Ue e i singoli Paesi, come accaduto in Giappone ad esempio. Ma bisogna fare presto.
Nel periodo post pandemico molte realtà imprenditoriali puntano sui giovani e sulla sostenibilità. Avete fatto pure voi qualche mossa in questa direzione?
— Formazione e giovani sono per il Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop il binomio su cui punta la filiera per il prossimo futuro. In quest’ottica ha un ruolo decisivo la Scuola di formazione fondata dal Consorzio nel 2017.
È cominciato il nuovo anno di corsi della Scuola, che ha l'obiettivo di creare le figure-chiave del comparto. Il primo a partire è il corso per casaro, giunto alla quinta edizione. Cinquecento ore di formazione per diventare un operatore certificato delle lavorazioni lattiero casearie, dopo le quali 9 ragazzi su 10 trovano subito lavoro in azienda o avviando un’attività in proprio. Senza dimenticare quell’aria internazionale che si respira e che fa del casaro uno dei mestieri più richiesti al mondo: dall'Australia alla Bolivia passando dagli Usa al Regno Unito e fin dal Kirghizistan sono arrivati negli anni scorsi per partecipare alle lezioni nella sede del Consorzio alla Reggia di Caserta. Sono già circa 70 i giovani in possesso della qualifica. L’alto placement di circa il 93% delle precedenti edizioni è il punto di partenza.
Formaggio prodotto in Russia - Sputnik Italia, 1920, 08.11.2021
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La novità delle edizioni 2019 e 2020 è stata la partecipazione per la prima volta di tre donne, che si sono diplomate “casare”. Anche quest’anno sono iscritte altre 2 donne, a testimonianza che la mozzarella di bufala campana Dop è sempre più rosa. Infatti il 37% degli oltre 11 mila addetti del settore è donna, spesso in posizioni di vertice nelle aziende. La filiera sta assistendo a un ricambio generazionale notevole, che ha già portato tanti giovani a prendere le redini delle aziende al posto dei genitori. Questa è la grande scommessa anche politica: un ricambio fatto di giovani, di competenze e innovazione.
L’elenco delle tradizioni e dei cibi italiani patrimonio dell'Unesco sta allungando di anno in anno. Pensate anche voi di presentare la candidatura della mozzarella di Bufala campana Dop che senz'altro merita di essere patrimonio dell'umanità e che rappresenta per eccellenza la regione Campania? Quali vantaggi concreti potrebbe dare questo riconoscimento all'Italia in generale e al Consorzio in particolare?
— Sarebbe un segnale molto importante, una svolta decisiva. Stiamo accarezzando l'idea di presentare la domanda insieme alle istituzioni del territorio, perché lo merita la storia millenaria del prodotto e della nostra terra, un unicum al mondo. Già il marchio europeo della DOP è una importante valorizzazione del prodotto, ma il riconoscimento Unesco sarebbe la consacrazione di un’eccellenza che in tutto il mondo ci invidiano e tentano di imitare senza riuscirsi. L’Unesco così sancirebbe un principio fondamentale, cioè che la mozzarella di bufala è nata qui in Campania e noi ne siamo la massima espressione mondiale. Chi vuole capire la storia, il know how di questo prodotto deve venire qui. La qualità è il nostro punto di forza, su questo possiamo competere nel mondo e non sulle quantità che si realizzano in altri Paesi, ma che nessuno può paragonare per bontà alla nostra mozzarella di bufala campana Dop.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
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