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Il 5G e la realtà aumentata accelerano la chirurgia in “smart working”

© Foto : Pixabay/mohamed_hassanUna rappresentazione artistica delle radiazioni della rete 5G
Una rappresentazione artistica delle radiazioni della rete 5G - Sputnik Italia, 1920, 08.11.2021
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La possibilità di poter operare anche da remoto sta diventando realtà e così il cardiochirurgo in smart working (inteso come possibilità di operare a distanza da un altro contesto ospedaliero rispetto a quello in cui si trova il paziente) potrebbe presto essere meno fantascienza.
All’ospedale San Raffaele di Milano si conducono dei trial clinici per riparare la valvola mitriale per via percutane con il supporto di un medico da remoto che si trova in un’altra sala operatoria e che si avvale della connessione in rete 5G e di un software appositamente progettato in realtà aumentata.
La realtà aumentata è in pratica la possibilità di avere oggetti e strumenti digitalizzati e in tre dimensioni “presenti” nell’ambiente fisico in cui il chirurgo si trova. Permette quindi di operare con strumenti chirurgici digitalizzati e in tre dimensioni come se fossero strumenti reali.
Il cardiochirurgo, munito di visore collocato sugli occhi, vede in realtà aumentata i parametri clinici del paziente posto nell’altra sala operatoria, vede un modello in 3D del cuore del paziente e interagisce con il modello in 3D del cuore e riceve indicazioni su come intervenire in tempo reale grazie alla velocità raggiunta dalla connessione 5G e dall’edge computing che riduce drasticamente la latenza. Cioè riduce il tempo che un impulso impiega nel transitare da una sala operatoria all’altra.

L’obiettivo della ricerca

Il San Raffaele di Milano ha come obiettivo acquisire nuove competenze nel campo dell’ingegneria medica per condurre operazioni chirurgiche a distanza.
Grazie alle nuove tecnologie, quindi, sarà possibile operare la cuore un paziente che si trova a mille chilometri di distanza, collocando quest’ultimo in una sala operatoria completamente robotizzata.
Una equipe di chirurghi robot effettuerà l’intervento, mosso a distanza da un cardiochirurgo che utilizza il software di gestione in realtà aumentata e avvalendosi dell’alta velocità di connessione delle moderne reti di telecomunicazione.
“Oggi, quel futuro è diventato presente. Nel trial clinico condotto all’Ospedale San Raffaele la rete 5G Vodafone, l’edge computing e la realtà aumentata stanno consentendo all’equipe medica di condurre veri interventi chirurgici da remoto”, ha detto Sabrina Baggioni, direttore del programma 5G di Vodafone Italia che assiste l’ospedale sotto il profilo tecnologico.
“Il 5G e la tecnologia stanno scrivendo una nuova pagina della storia della medicina e della sanità”, ha aggiunto Baggioni come riporta Askanews.
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