Balneari, Ue in pressing per le liberalizzazioni, Zucconi (FdI): "L'Italia paga l'immobilismo"

© Foto : Evgeny UtkinSpiaggia vuota a Rimini
Spiaggia vuota a Rimini - Sputnik Italia, 1920, 08.11.2021
Seguici suTelegram
Secondo l'imprenditore e deputato di Fratelli d'Italia, Riccardo Zucconi, intervistato da Sputnik, sulla Bolkestein il governo deve fare una scelta di campo o rischiano di essere travolte migliaia di aziende.
Nel braccio di ferro con l’Ue sull’applicazione della controversa direttiva Bolkestein sulle concessioni balneari, l’Italia paga anni e anni di “immobilismo”.
Ne è convinto Riccardo Zucconi, deputato di Fratelli d’Italia e imprenditore nel settore turistico e della ristorazione. Il mondo degli imprenditori balneari lo conosce a menadito, visto che è nato e cresciuto in Versilia, territorio dove chi gestisce le concessioni sul litorale muove larga parte dell’economica del territorio.
Il rischio di questo “immobilismo”, secondo il politico, è che alla fine sarà l’Europa a imporre soluzioni che penalizzeranno le aziende italiane.
“Rispetto alla lettura che dà l’Ue sull’applicazione della Bolkestein la politica italiana finora è stata molto inefficace, non si è mossa per tutelare un sistema di concessione presente sul territorio da tanti anni”, dice raggiunto al telefono da Sputnik Italia. “In questo modo – prosegue – l’imbuto diventerà sempre più stretto e a farne le spese saranno le aziende che lavorano sulle concessioni demaniali marittime”.
Aziende che, ricorda Zucconi, sono presenti da decenni e che sul territorio hanno fatto investimenti importanti. Dopo l’approvazione del Dl concorrenza, che rimanda sostanzialmente la questione puntando sulla mappatura delle concessioni, sono gli stessi imprenditori a chiedere al governo di risolvere la questione una volta per tutte.
“La soluzione va ricercata dal Parlamento italiano, ma sicuramente manca la volontà politica”, ha messo nero su bianco in una lettera aperta Giuseppe Ricci, presidente di Itb Italia, l’associazione degli imprenditori turistici balneari, che chiede un incontro al premier Mario Draghi e agli esponenti del governo competenti in materia di demanio marittimo.
Tra le richieste dei balneari c’è “il superamento della direttiva Bolkestein” e la definizione di un “piano comune di sviluppo del turismo balneare e una soluzione condivisa di continuità per le imprese e i loro attuali conduttori”.
Dopo il via libera al Dl concorrenza la Commissione europea aveva nuovamente intimato all’Italia di conformare “velocemente la propria legislazione al diritto Ue e alla giurisprudenza della Corte di giustizia europea”.
Nel mirino dell’Ue, che ha già aperto due procedure di infrazione nei confronti del nostro Paese, c’è anche la proroga al 2033 delle concessioni balneari contenuta nella legge di Bilancio del 2019.
Un drone in volo sulla spiaggia di Anapa - Sputnik Italia, 1920, 06.11.2021
Dl Concorrenza, l'Europa bacchetta l'Italia sulle concessioni balneari: "Si adegui al diritto UE"
“C’è una sentenza del consiglio di Stato che sembra essere dirimente, ma se l’Europa minaccia che le infrazioni di qualsiasi tipo saranno un deterrente per elargire le risorse del Pnrr, credo che siamo veramente in difficoltà”, commenta Zucconi.
La direttiva europea, secondo l’imprenditore, “ha sollevato sin dall’inizio molte perplessità”. “Fu proprio il signor Bolkestein – osserva il deputato di FdI – a dire alla Camera che questa sua direttiva doveva applicarsi ai servizi e non ai beni”. Il punto, però, sottolinea, è che bisogna fare una volta per tutte una scelta di campo.
“L’unico compromesso possibile – afferma il parlamentare - è accettare il principio per cui soltanto le nuove concessioni possano essere assegnate in base ad evidenze pubbliche ed aste, fermo restando che la proroga al 2033 di quelle esistenti è comunque insufficiente”.
Le concessioni esistenti, insiste Zucconi, sono da “preservare”. “Si tratta di aziende che hanno una loro capitalizzazione e sarebbe ingiusto svenderle. Dei piccoli ristori promessi a chi vede andare la propria concessione all’asta – aggiunge – non mi fido, perché spesso lo Stato promette ma non riesce a mantenere”.
Insomma, le aziende del comparto balneare, insiste, “sono aziende a tutti gli effetti e come le altre vanno tutelate”.
“In questo senso la mappatura decisa dal Dl Concorrenza non è negativa, perché è bene che finiscano alcuni piccoli privilegi e che le concessioni non siano soltanto tutelate ma anche pagate, però – conclude - questo deve essere propedeutico alla salvaguardia delle aziende e non soltanto un escamotage per prendere tempo e andare incontro ad una sconfitta generale”.
Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала