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Terze dosi agli over 50 e vaccini ai bimbi: il piano del governo per evitare chiusure a Natale

© Filippo AttiliInfermiera prepara un vaccino
Infermiera prepara un vaccino - Sputnik Italia, 1920, 07.11.2021
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Il governo punta tutto sulle vaccinazioni: terze dosi subito per gli over 50 e da dicembre il vaccino anche ai bambini da 5 a 11 anni.
L’obiettivo del governo di fronte al nuovo balzo in avanti dei contagi è evitare finché possibile di imporre nuovi lockdown e chiusure. Ma il ritorno delle zone a colori, bianca, gialla, arancione e rossa, non è escluso se dovessero impennarsi anche il numero dei ricoveri e dei decessi.
Le misure sul tavolo sono sempre le stesse: obbligo di indossare le mascherine anche all’aperto, stop alle discoteche, restrizioni per le tavolate al chiuso, limiti di accesso ai grandi eventi, fino allo scenario più temuto, quello di un nuovo lockdown. Le chiusure scatterebbero con il superamento del tasso di occupazione del 30 per cento delle terapie intensive e del 40 per cento dei ricoveri in reparto.
Ma nello studio dei piani per far fronte alla quarta ondata che si affaccia in Europa questa è considerata l’ultima ratio. La parola d’ordine è tenere aperto per sostenere la ripresa. Tradotto, un altro Natale in lockdown è impensabile.
Per tenere sotto controllo la curva relativa alle ospedalizzazioni, quindi, si punta tutto sui vaccini. I passaggi chiave della strategia del governo li elenca la Repubblica: allargare il prima possibile la platea dei destinatari della terza dose agli over 50 e da febbraio al resto della popolazione, continuare ad utilizzare il green pass, anche dopo il superamento dello stato di emergenza, e vaccinare da dicembre almeno un milione e mezzo di bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni.
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È attesa per dicembre, infatti, dopo il completamento dei trial di Pfizer e Moderna, l'autorizzazione dell'Ema sul vaccino destinato ai giovanissimi. Una volta che arriverà il via libera da parte dell’agenzia regolatoria l’esecutivo darà il via alla campagna vaccinale per i più piccoli.
Arrivare al 50 per cento di immunizzati in questa fascia d’età sarà considerato un successo, visto che l’utilità del vaccino nei più piccoli è dibattuta. All’interno della stessa maggioranza la Lega è contraria, ma per il premier vaccinare almeno metà dei 3,3 milioni di bambini tra 5 e 11 anni è la condizione per garantire la continuità delle lezioni in presenza.
Per ora i dati sui nuovi casi non sono allarmanti. Ma i numeri si prevedono in crescita da qui a Natale. Ed è nei prossimi due mesi che il governo si gioca il tutto per tutto per arrivare al traguardo del 90 per cento della popolazione immunizzata.
Ora la percentuale è dell’86,4, una delle più alte in Europa, ma le prime dosi sono in calo, con solo poche decine di migliaia di iniezioni al giorno.
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