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Reddito di cittadinanza pure al pusher e al rom ai domiciliari: scoperti altri furbetti del sussidio

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INPS - Sputnik Italia, 1920, 07.11.2021
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Percepiva il reddito di cittadinanza anche se da mesi era agli arresti domiciliari nel campo nomadi. Un ragazzo rom è stato denunciato dai carabinieri per la percezione indebita del sussidio.
Un lavoro non poteva cercarlo e neppure svolgerlo visto che da qualche mese è agli arresti domiciliari nel campo nomadi di Casale Lombroso. Eppure M.H. un ragazzo rom di 21 anni dal 2020 percepiva il reddito di cittadinanza. E finora dallo Stato avrebbe intascato senza averne diritto ben 30.800 euro.
È quanto è emerso dalle indagini dei carabinieri della stazione di Monte Mario che lo hanno denunciato per percezione indebita del sussidio. Lo stesso reato di cui è stato accusato un altro uomo, stavolta italiano.
Anche lui disoccupato, era stato però denunciato per maltrattamenti in famiglia e destinatario di un divieto di avvicinamento. Così come per il ragazzo rom, la truffa sul reddito è stata scoperta dai militari durante una serie di controlli incrociati sulle rispettive posizioni finanziarie.
Entrambi avevano fatto richiesta del sussidio oltre un anno fa. Nel frattempo erano stati protagonisti di reati, il primo contro il patrimonio e il secondo nei confronti della propria famiglia.
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Nessuno dei due però, si era premurato di comunicare all’Inps il cambiamento della propria posizione. E così, come racconta Il Messaggero, hanno continuato a percepire la somma mensile.
Sia il giovane residente nel campo rom che il 46enne romano si sono difesi dicendo di essere ignari del fatto che arresti e denunce precludessero alla percezione del sussidio e per questo non hanno fatto alcuna segnalazione all’Inps.
La legge, però, non ammette ignoranza, e così i carabinieri, dopo aver provveduto a sospendere l’erogazione del beneficio, hanno comunicato ai due “furbetti” che dovranno restituire tutte le somme percepite. Difficile, però, pensare che questo accada davvero, visto che i soldi, manco a dirlo, sono stati già spesi.
E storie come questa, come dimostra la cronaca di queste settimane, non sono isolate. Nei giorni scorsi, come si legge sempre sul quotidiano di via del Tritone, è stata la Guardia di Finanza a scovare un altro imbroglione.
Un trentenne residente a Roma che percepiva il sussidio ma, evidentemente, non aveva bisogno del "navigator" visto che guadagnava spacciando. Le Fiamme Gialle, infatti, hanno scoperto che il suo appartamento nel quartiere Prenestino era diventato un punto di riferimento per acquistare cocaina.
Durante la perquisizione scattata nei giorni scorsi ne sono state sequestrate 180 dosi già confezionate, oltre a 800 euro in contanti. Il pusher è stato arrestato e ha dovuto dire addio al sussidio dello Stato.
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