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I giovani di Bobbio chiedono la terra incolta per trasformarla in risorsa

CC BY-SA 3.0 / Wikipedia / Bobbio – Veduta
Bobbio – Veduta
 - Sputnik Italia, 1920, 07.11.2021
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Eppur si muove. Qualcosa nelle coscienze dei giovani si muove e così a Bobbio, in provincia di Piacenza, i giovani chiedono che le terre incolte gli siano affidate per trasformarla in risorsa.
Che tipo di risorsa? Non certo quella che pensano gli investitori nel cemento.
I giovani della quarta e quinta superiore, giovani che hanno la giusta età per domandarsi cosa fare da grandi come attività lavorativa, hanno espressamente chiesto che gli siano affidate le terre incolte per coltivarle loro.
In effetti, i giovani della scuola superiore “San Colombano” di Bobbio hanno ragione. Se le generazioni precedenti hanno abbandonato le terre e ne rivendicano il diritto di proprietà solo quando qualcuno gliele chiede per costruirci su qualcosa, se le terre restano incolte perché le generazioni precedenti non le hanno volute più coltivare, allora datele a noi che abbiamo idee e le conoscenze messe a disposizione dall’Agricoltura 4.0 per farle fruttare.

Bobbio medioevale: una storia italiana

A Bobbio, borgo medioevale, vivono 3.500 persone e in molti sono andati via spopolando il territorio e lasciando incolti i terreni che prima davano da mangiare alla gente. Nulla di insolito in questo fenomeno, l’Italia è piena di storie come questa da nord a sud dello Stivale.
Tanti hanno lasciato Bobbio per andarsene a vivere a Piacenza o a Genova, il Comune è infatti al confine con la Liguria. Altri sono andati all’estero in mancanza di idee da concretizzare in Italia.
Il preside della scuola superiore “San Colombano” (istituto commerciale), Luigi Garioni, a Il Fatto Quotidiano ha spiegato che “la Regione Emilia Romagna sta facendo un’indagine tra gli studenti per comprendere le esigenze lavorative dei giovani. In questo contesto, la nostra scuola, è stata la prima ad essere intervistata. I ragazzi hanno fatto un lavoro con la cooperativa ‘Eureka’ facendo un’analisi dei rischi e delle opportunità di un investimento sui terreni della zona”.

Il progetto dei giovani di Bobbio

Come detto i giovani di Bobbio non pensano certo alle colate di cemento da riversare sui terreni abbandonati del loro Comune per costruirci nuovi resort. No, hanno invece proposto di tornare a coltivare con le loro mani quei terreni.
Gli studenti di Bobbio propongono un comodato d’uso o di affitto simbolico che gli permetta di rivitalizzare le aree abbandonate e di cui il bosco si sta riappropriando.
Hanno anche un progetto di promozione turistica del territorio, dal momento che Bobbio è inserito nella lista dei Borghi più belli d’Italia.

Le terre incolte italiane

Una iniziativa che insegna molto e che apre ad una ampia riflessione sul futuro delle nostre terre incolte.
Con gli sconvolgimenti climatici che avanzano, con molti territori mangiati dalla desertificazione e dalla siccità, nei prossimi decenni potrebbe diventare un processo obbligato dagli eventi quello di tornare alle nostre terre incolte. Un ritorno obbligato dalla necessità di procacciarsi cibo.
Infatti, gli attuali “serbatoi” esteri di materie agricole che foraggiano anche l’Italia sono sotto stress climatico e non riescono più a produrre come prima. Il Canada, ad esempio, ha visto dimezzarsi la produzione di grano duro in un solo anno, ed è il primo produttore al mondo.
E, forse, per fare spazio ai campi agricoli necessari per sfamare la gente, un giorno, si riconvertiranno anche i suoli oggi cementificati o asfaltati.
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