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Covid-19: per epidemiologo statunitense Ioannidis siamo vicini a endemizzazione

© FotoCoronavirus (immagine d'archivio)
Coronavirus (immagine d'archivio) - Sputnik Italia, 1920, 07.11.2021
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L'epidemiologo statunitense John Ioannidis, in occasione del Festival della Scienza Medica in corso a Bologna, ha riferito nel suo intervento in diretta streaming che ''siamo vicini all'endemizzazione della malattia''.
Per il famoso epidemiologo statunitense, l'Italia sarà tra i primi paesi ad uscire dalla pandemia, grazie alla campagna vaccinale, e all'ottima risposta della popolazione.
Lo scienziato sottolinea nel suo intervento dal titolo '' Lezioni di epidemiologia alla fine della pandemia'' l'importanza ancora una volta delle vaccinazioni, che faranno in modo in un futuro che si spera prossimo che sia molto più difficile contrarre il Covid-19 che non la semplice influenza, mutazioni permettendo.

''I vaccini per il Covid-19 "sono stati una conquista importantissima, anche a livello psicologico perché ci hanno fatto finalmente vedere una possibile fine della pandemia. Oggi siamo al 40% della popolazione mondiale vaccinata, dubito che riusciremo in tempi brevi ad arrivare al 70%, ma i vaccini ci possono traghettare verso una situazione endemica in cui rischieremo di meno a contrarre il virus Sars-CoV-2 che non l'influenza, a patto, ovviamente, che non si presentino nuove mutazioni", riferisce Ansa.

John Ioannidis, ha attirato critiche in passato a seguito delle sue osservazioni sui numeri ufficiali della pandemia, a suo avviso non del tutto credibili. Nel suo intervento odierno ha poi posto l'accento sugli asintomatici, ''invisibili vettori della malattia''.
Sminuisce da due studi trial randomizzati l'importanza delle mascherine: ridurrebbero i rischi di contrarre la malattia del solo 10%.
Per l'epidemiologo le differenze da paese a paese sono abissali, specie per gli anziani, ma porta buone notizie all'Italia:
"L'Italia ha percentuali di vaccinazioni ottime, soprattutto per quanto riguarda la fascia degli over 65, quella più esposta al rischio di conseguenze gravi''.
Da qui l'esigenza appunto di mettere in sicurezza i più fragili, dagli anziani alle persone che già soffrono di patologie pregresse.
Sulla gestione in sé della pandemia l'epidemiologo ha sottolineato come le misure drastiche, vale a dire i lockdown imposti a livello nazionale, non hanno portato a grossi cambiamenti della situazione generale, ma è risultato efficace lo stop piuttosto ai grandi eventi, parafrasando l'intervento dello scienziato.
Interessante poi quanto riferisce l'epimediologo sulle conclusioni secondarie alla pandemia:
"È indubbio che la pandemia sia stata un crash test per la tenuta dei Sistemi Sanitari, soprattutto di quelli che negli ultimi anni avevano subito dei tagli, come da voi in Italia".
Ioannidis si è espresso poi con severità sulla scelta di chiudere le scuole, dicendo che "è stata una scelta sbagliata, considerato l'impatto devastante sul benessere sia dei bambini che delle loro famiglie".
Coppia di anziani sul balcone con la bandiera dell'Italia con la scritta Andrà tutto bene a Roma - Sputnik Italia, 1920, 06.11.2021
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Il Festival della Scienza Medica - Bologna 2021

Il Festival, promosso da Fondazione per la Promozione e lo Studio della Scienza Medica con il supporto di Intesa Sanpaolo ed in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e l’Università di Bologna, giunge alla settima edizione.
L'evento, che è stato ideato da Fabio Roversi-Monaco, rettore della Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, proprio con l'intento di divulgare ai più i segreti della scienza medica, vede quest'anno numerosissimi ed importanti interventi, che serviranno a fare chiarezza sul Covid-19 e su quanto l'umanità sta affrontando.
Il tema di quest'anno è la pandemia e le sue fenomenologie, vale a dire l'impatto che la pandemia sta avendo sulle nostre vite, e le contromisure adottate dai sistemi sanitari nazionali, dai medici, le ricerche concluse e quelle in atto, l'importanza dei vaccini, della loro elaborazione e ideazione, le tempistiche, ma soprattutto il post-pandemia, e l'analisi di cosa è avvenuto in questi due anni e di cosa il Covid-19 ci stia lasciando.
Tanti ed illustri i numerosi ospiti che intervengono all'edizione del Festival di quest'anno, a partire da Alberto Mantovani, Presidente di Fondazione Humanitas, che esporrà sulle nuove prospettive delle terapie immunologiche, dal Covid-19 al cancro; Marco Trabucchi, Presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria, che parlerà di fragilità e anzianità durante la pandemia, il professor Livio Presutti, tra i massimi esperti di Chirurgia Endoscopica dell’Orecchio e della Base del Cranio, che discuterà della tracheotomia in pazienti Covid, l’infettivologo Pierluigi Viale, Direttore del dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna, che farà il punto sull’efficacia e la sicurezza dei vaccini; Giovanni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute, che ha monitorato la pandemia dagli inizi e ha partecipato a tutte le decisioni politiche, il quale parlerà di come è stata gestita l’emergenza sanitaria; Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e portavoce del CTS, che farà il punto sulla realtà della sanità pubblica prima e dopo la pandemia.
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