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Salvini e il governo di unità nazionale: fuori una volta finita l'emergenza

© Sputnik . Alessandro Rota / Vai alla galleria fotograficaMatteo Salvini
Matteo Salvini - Sputnik Italia, 1920, 06.11.2021
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Secondo Repubblica, il leader leghista vorrebbe uscire dall'attuale maggioranza, puntando al voto. E in Europa lavora per la federazione dei gruppi sovranisti.
Il destino del governo di unità nazionale è legato alla durata dell’emergenza sanitaria. È quanto emerso dal consiglio federale della Lega andato in scena ieri alla Camera.
A prevalere è la linea di Matteo Salvini. “Su alcuni temi puntiamo ai risultati: taglio delle tasse, referendum sulla giustizia e pensare agli ultimi e ai dimenticati dalla sinistra”, commenta a caldo il leader, citato dall’Ansa.
“Quindi – ha aggiunto - voto all'unanimità sulla linea politica in Italia e in Europa, pieno mandato per stare da protagonisti al governo”.
Insomma, la Lega dei mesi che verranno sarà più partito di “lotta”, che di “governo”, se per governo si intende quello che tiene insieme leghisti, Pd, M5s e Forza Italia.
La linea Salvini, in vista del congresso di metà dicembre, è quella di riportare il partito verso un’identità più netta, insistendo sui temi cari alla destra, dal taglio delle tasse alle misure a sostegno di imprese, famiglie e natalità, all’energia.
L’obiettivo è quello di passare per le urne e formare un nuovo governo che possa portare avanti queste istanze.
Secondo un’analisi di Repubblica, quindi, il divorzio dall’esecutivo del premier Draghi sarebbe all’orizzonte. Le possibili scadenze sono quelle del voto per il Colle, che porterebbe al voto anticipato, se l’attuale inquilino di Palazzo Chigi fosse disponibile a traslocare al Quirinale, o, al massimo, la fine naturale della legislatura nel 2023.
Anche sul fronte europeo a prevalere sembra essere la linea Salvini. Resterebbe accantonata, quindi, l’idea di un ingresso della Lega nel Ppe, auspicata dall’ala “governista” del partito e preludio di una “normalizzazione” in Europa.

Si andrebbe, piuttosto, verso una federazione delle destre europee, con la creazione di un blocco unico fra il gruppo di Identità e Democrazia, che include i francesi del Rassemblement National e quello dei Conservatori e Riformisti europei, guidato dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Il suo partito, secondo le indiscrezioni, non sarebbe contrario all’idea di dare vita ad una coalizione sovranista in Europa.
Ma la svolta identitaria di Salvini, per contro, scontenterebbe l’altro alleato della coalizione. I ministri di Forza Italia da tempo criticano le derive “sovraniste” di Salvini e nei giorni scorsi è stata Mara Carfagna a criticare le “simpatie” del leader leghista per i “partiti euroscettici”.
“I nostri dubbi, condivisi da una parte significativa del partito, - ha detto recentemente in un’intervista al Corriere della Sera - riguardano la capacità di governo di una coalizione a trazione sovranista in uno scenario europeo in cui l’Italia sarà sempre più chiamata a un ruolo di grande responsabilità, incompatibile con posizioni euroscettiche o estremiste”.
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