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Migranti, Mattarella: UE e Italia pronte ad un cambiamento reale. Salvini: d'accordo

© Francesco_AmmendolaIl presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella
Il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella - Sputnik Italia, 1920, 06.11.2021
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In occasione della sua visita ufficiale ad Algeri, il presidente italiano ha espresso l'augurio di un ''partenariato efficace tra Europa e Africa''.
Il presidente italiano, Sergio Mattarella, nella sua storica visita ad Algeri, ha puntato l'indice sulle cause profonde da ricercare al di sotto del fenomeno dei flussi migratori.
Secondo Mattarella, se si vuole risolvere il problema che affligge il Mediterraneo da svariati decenni e che rischia di sopraffare sia le ''nostre organizzazioni umanitarie che i nostri sistemi statali'', bisogna affrontare le cause profonde della migrazione.
Non da ultimo, l'instabilità e l'insicurezza di alcune zone dell'Africa.

''Servono soluzioni politiche e sostenibili e uno sviluppo economico e sociale, condizione indispensabile per garantire opportunità alle nuove generazioni", il presidente Mattarella ha detto al quotidiano algerino Libertè.

Il presidente ha poi auspicato una collaborazione ''aperta, efficace, sincera''.
Il quotidiano algerino in lingua francese Libertè, che ha intervistato il presidente, parla di visita storica, dato che si tratta della ''prima visita di stato effettuata da un presidente italiano in Algeria da 18 anni''.
Diciotto anni fa, infatti, la visita dell'allora presidente Carlo Azeglio Ciampi, nel 2003.
Mattarella si fermerà nel paese africano in tutto due giorni. Una breve visita, ma che si rivela importante per entrambi i paesi, in specie nel definire i temi che possono costituire motivo di preoccupazione comune, ma anche di comune interesse.
Sergio Mattarella ha definito il paese africano che sta visitando come un ''attore cruciale nel Mediterraneo e in Africa''. A tal merito, ha sottolineato la possibilità di un riavvicinamento tra Unione Europea ed Algeria, basato su un interesse reciproco e su un piano equalitario, parafrasando le parole del presidente in visita.
Il presidente, nella lunga intervista rilasciata al quotidiano algerino, ha parlato di una lunga amicizia che lega i due paesi del Mediterraneo.
Tra gli innumerevoli temi trattati, anche i rapporti commerciali tra i due paesi, a proposito di cui Mattarella ha sottolineato come, al di là della pandemia, l'Italia è al terzo posto tra i partner commerciali del paese ospitante e l'Algeria è al primo nella lista dei paesi africani che commerciano con il Belpaese. In particolare, l'Italia importa il gas algerino, prezioso sul peso del mercato energetico, che sappiamo quanto può pesare sulle tasche dei cittadini, e esporta nel paese africano macchinari industriali, segno di un'importante e reciproca collaborazione.
Ma è il tema dell'immigrazione a tenere particolarmente banco nell'agenda del giorno, con Mattarella che ha risposto così alla domanda su come fare in modo che il Mediterraneo diventi un luogo di pace e cooperazione:

''L'Italia è certamente favorevole alla costituzione di un partenariato rafforzato tra l'UE e i Paesi della sponda sud per rispondere al meglio alle sfide del nostro tempo, puntando sulla promozione dello Stato di diritto, sul sostegno allo sviluppo economico inclusivo e sostenibile, transizione verde e digitale, nonché il progresso della cooperazione nei settori della sicurezza, della risoluzione dei conflitti e della migrazione'', riporta le sue parole Libertè.

Ha toccato poi il tema della Libia l'intervista, Libia che, sappiamo, preoccupa non solo Italia e paesi UE, ma anche gli altri attori che si affacciano sul bacino del mar Mediterraneo, e paese che è al centro della tratta dei flussi migratori, con conseguenze che arrivano appunto fino all'Algeria, paese confinante con la Libia stessa.
Domanda, quella sulla posizione dell'Italia nei confronti del paese libico e sugli interventi da mettere in campo, cui il presidente Mattarella si dimostra preparato, rispondendo:

''I nostri due paesi condividono posizioni molto simili sulla questione libica. Come l'Algeria, crediamo che la condizione essenziale per raggiungere una pace duratura in Libia sia il rispetto della road map stabilita nell'ambito delle Nazioni Unite, il processo di Berlino e il rispetto della sovranità libica. Certo, la situazione sul campo è attualmente complessa e caratterizzata da opposizioni che devono essere superate per il bene del popolo libico. E la comunità internazionale può svolgere un ruolo in questa prospettiva. Ma la soluzione alla crisi non può che essere il risultato di una volontà comune di tutti gli attori libici coinvolti, senza interferenze esterne, che porti alla sicurezza di tutto il territorio libico, allo svolgimento di libere elezioni e alla partenza di mercenari e formazioni armate irregolari'', ancora da Libertè.

Si è espresso ''assolutamente d'accordo'' con il presidente Mattarella il leader della Lega Matteo Salvini, in occasione del gruppo di lavoro della scuola politica di partito in corso a Milano.
Nei giorni scorsi si era espressa sul tema, con preoccupazione, il ministro dell'Interno Lamorgese, che aveva sottolineato come l'Italia abbia di recente portato in salvo, con un ponte aereo messo in opera dal ministero della Difesa, ben 5mila afghani.
Il ministro aveva criticato l'Europa per il suo operato in materia, denunciando il fatto che non sempre l'UE sia presente e che non tutti i paesi fanno ciò di cui l'Italia si fa carico:

"Abbiamo navi di Ong che hanno tanti migranti a bordo. È giusto che si salvino, ma è ingiusto che sia solo l'Italia a farsene carico, solo perché di primo approdo", aveva detto.

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