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Dl Concorrenza, l'Europa bacchetta l'Italia sulle concessioni balneari: "Si adegui al diritto UE"

© Vitaly Timkiv / Vai alla galleria fotograficaUn drone in volo sulla spiaggia di Anapa
Un drone in volo sulla spiaggia di Anapa - Sputnik Italia, 1920, 06.11.2021
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Ieri la Commissione europea ha commentato la decisione del governo italiano di escludere le concessioni balneari dal nuovo disegno di legge sulla concorrenza.
“È importante che le autorità italiane procedano rapidamente a portare in conformità la loro legislazione e le loro pratiche riguardo le concessioni balneari con la legislazione europea e anche con la giurisprudenza della Corte di Giustizia”. È stato questo il commento della Commissione europea dopo il via libera del governo italiano al ddl sulla concorrenza, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri.
Su pressione della Lega, infatti, le concessioni balneari sono state escluse dal disegno di legge evitando così il ritorno alla direttiva Bolkestein. "Siamo al corrente degli ultimi sviluppi in Italia", hanno commentato da Bruxelles, come riferisce l’Ansa.

“È una prerogativa italiana decidere come procedere sulla riforma”, hanno aggiunto da Palazzo Berlaymont, sottolineando come per la Commissione “è importante il contenuto e non la forma che prenderà".

Insomma, dopo la nuova procedura d'infrazione avviata da Bruxelles nel dicembre 2020, con Giuseppe Conte presidente del Consiglio, per non aver attuato la sentenza della Corte di Giustizia UE del 2016 e per aver prorogato ulteriormente le concessioni balneari fino al 2033, oggi la Commissione richiama ancora una volta l’Italia, ma soltanto in modo informale.
Le persone in un mercato - Sputnik Italia, 1920, 03.11.2021
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La tirata d’orecchie, secondo un’analisi dell’Huffington Post, stavolta però sarebbe meno grave, complice la presenza di Mario Draghi a Palazzo Chigi.
La Commissione, insomma, sembra tollerare la mossa del governo italiano, sebbene dal 2009 l’UE chieda al nostro Paese di modificare il sistema che regola l’assegnazione delle concessioni balneari, condannando l’Italia nel 2016 per il “mancato rispetto delle norme europee sul mercato unico e la concorrenza”.
Ieri, ad esultare per l’esclusione delle concessioni balneari dal ddl Concorrenza erano stati i deputati leghisti, componenti della commissione Lavoro della Camera.

“In una penisola con un altissimo tasso di balneabilità e che vive di turismo, evitare il ritorno alla direttiva Bolkestein era quanto mai necessario”, hanno scritto in una nota, ricordando come “le norme che avrebbe voluto imporre l’UE avrebbero avuto un effetto devastante su un comparto essenziale per l’economia dell’intero Paese”.

“Grazie al nostro impegno è stato sventato che il pericolo Bolkestein mettesse in ginocchio un intero comparto, fondamentale per il nostro Paese e per il turismo italiano, che muove il 13 per cento del Pil”, rivendica anche l’europarlamentare leghista Massimo Canova.
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