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D’Alema, tornare al finanziamento dei politici e alle ideologie di una volta

© Sputnik . Mikhail Klimentyev / Vai alla galleria fotograficaMassimo D’Alema
Massimo D’Alema - Sputnik Italia, 1920, 06.11.2021
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In un tempo in cui tutti i partiti presentano al loro interno le rispettive spaccature (l’ultima nella Lega di Salvini), D’Alema propone il mito del messaggio ideologico.
Cosa serve alla sinistra Massimo D’Alema ce l’ha chiaro, serve “tornare ad avere un messaggio ideologico: il riscatto sociale, l’eguaglianza, un mito progressista”, dice al Corriere della Sera.
Per quanto riguarda la deriva di una politica di sinistra, che vede il “voto popolare come una minaccia”, D’Alema crede che sia sbagliato e che invece bisogna uscire da “questo stato d’eccezione”.
Secondo la sua visione, è necessaria come prima riforma quella del sistema politico: “Va ricostruito, compresi i partiti”, dice.
Quindi spiega la situazione attuale dalla quale bisognerebbe uscire:
“Il sistema non funziona. Produce ammucchiate elettorali che si scontrano in modo violento; perché una campagnia in cui chi ha un voto in più controlla il Parlamento è drammatica. Non è vero che chi vince governa il Paese. Da quindici anni si fanno governi che con il voto non c’entrano nulla”.

La riforma della politica secondo Massimo D’Alema

L’ex di tanti partiti di sinistra, e ora approdato ad Articolo 1, vorrebbe una legge elettorale basata sul sistema tedesco (visto che il nostro non funziona), in cui il proporzionale presenta uno sbarramento al 5%, per togliere di mezzo tutti i piccoli partitini.
Ma introdurrebbe anche la “sfiducia costruttiva” per limitare l’instabilità che crea il proporzionale.
E, infine, introdurrebbe “il finanziamento della politica”.

Finanziare le fondazioni e non i partiti

A proposito del finanziamento della politica, D’Alema precisa che non intende finanziare i partiti, ma le fondazioni dei partiti.
“In Germania si finanziano non i partiti, ma le loro fondazioni culturali, dove si forma la futura classe dirigente. Siamo in un dopoguerra; la ricostruzione passa anche attraverso i partiti”, afferma il democratico di sinistra.
E quindi aggiunge lanciando l’allarme:
“Oggi gli eletti non vanno sul territorio, perché si guadagnano la carica nell’ufficio o nell’anticamera del capo partito. Siamo a livelli di trasformismo mai raggiunti nella storia. Basta. È un’emergenza dal punto di vista della tenuta democratica”.
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