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Dal G20 al COP26

© Vittorio Maria PaceTralicci
Tralicci  - Sputnik Italia, 1920, 06.11.2021
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I leader del G20 si sono spostati da Roma a Glasgow. A loro si sono aggiunti altri politici e businessman, più di 100, che sono arrivati con 400 jet privati.
Quello di Glasgow, ancora in corso, non si sa. I risultati li analizzeremo dopo. I social parlano di 400 jet privati con i quali i partecipanti sono arrivati alla conferenza. Solo Joe Biden ha usato una flotta di 4 aerei, l’elicottero Marine One e un enorme corteo di auto (the Beast e poi numerosi SUV), generando solo lui 100 tonnellate di CO2. Secondo le prime stime, tutti i “decisori sulla clima” generano emissioni di carbonio come una piccola cittadina in un anno. Ma c'è chi è arrivato a Glasgow da Milano in bici, mettendo una settimana. E’ Omar di Felice, avventuriero e partecipante dell’appena nato National Geographic Fest, a Milano da 6 a 12 novembre.
Probabilmente, la prima valutazione l'ha fatta Greta Thunberg ieri: “E’ chiaro a tutti che la COP26 è un fallimento. È un evento di pubbliche relazioni dove si fanno bei discorsi e belli annunci, ma poi i paesi del Global North rifiutano ogni drastica azione climatica. È una celebrazione del bla bla bla, e la gente più colpita dalla crisi climatica resta inascoltata”.
“Abbiamo bisogno di un drastico e immediato taglio delle emissioni - ha aggiunto -. Ma dobbiamo cambiare fondamentalmente la nostra società. La crisi climatica nasce dal principio che chi ha di più ha il diritto di sfruttare gli altri. Ma questo non si dice alla COP, è sgradevole”.
Участники на конференции ООН COP26 в Глазко - Sputnik Italia, 1920, 05.11.2021
Clima, Greta Thunberg boccia la CoP26 di Glasgow: un fallimento, celebrazione del bla bla bla
Dentro la conferenza, Il presidente del COP26 Alok Sharma ha detto che bisogna ascoltare “la potente chiamata dei giovani”, e il ministro italiano della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, gli presenta il documento finale della Youth4Climate di Milano, sottoscritto da 400 giovani delegati da tutto il mondo. È un modo per passare “dalla protesta alla proposta”, dice Cingolani, e ribadisce quanto annunciato a Glasgow giorni fa: la Y4C diventerà un appuntamento fisso annuale, il governo italiano per questo stanzierà 3 o 4 milioni ogni volta.
Ma proviamo a parlare di energia, perché è strettamente collegata al clima ed è stata discussa sia al G20 che al COP26.
I leader mondiali hanno dichiarato di voler raggiungere zero emissioni nette al 2050, ma vediamo come stanno le cose in realtà.
Secondo la US Energy Information Administration (EIA), entro la fine di quest'anno, il consumo proprio di carbone negli Stati Uniti crescerà del 20%. L'America consumerà da sola più di cinquecentoventi milioni di tonnellate di carbone, che, a causa della crisi energetica permanente, verranno utilizzate per la produzione di elettricità.
Il premier britannico Boris Johnson ha paragonato il cambiamento climatico in corso a “una partita di calcio in cui l'umanità perde 5:1”. Ma il suo paese ha raggiunto il picco di consumo di carbone negli ultimi sei mesi. Il gestore di rete nazionale ha inviato una richiesta ufficiale alle due principali società Drax Group ed Electricite de France con la richiesta di aumentare la produzione nelle centrali elettriche a carbone.
In Asia centinaia di nuove centrali a carbone saranno costruite nel prossimo futuro, tra quali 95 in Cina, 28 in India, 23 in Indonesia.
L'Unione europea è il più grande importatore di energia al mondo, e acquista dai Paesi al di fuori dell’UE il 61 per cento del suo fabbisogno di petrolio, gas e fossili, con la Russia come maggior importatore.
Il gas che è un idrocarburo abbastanza pulito, si sta esaurendo in Europa. E quindi l'Europa sta pensando a un ritorno al nucleare, con diversi Stati membri che stanno spingendo per includerlo tra le fonti su cui puntare per ridurre l'impatto sul cambiamento climatico, in quanto questa energia è pulita dal punto di vista delle emissioni.
Al momento dal nucleare deriva un quarto della produzione di elettricità dell'Unione, con 106 reattori in funzione in 13 dei 27 Stati membri, anche se Germania e Belgio, due dei Paesi che hanno le centrali nucleari, si sono impegnati a uscirne, mentre la Polonia potrebbe aggiungersi al club del nucleare.
In sette nazioni sono in programma delle espansioni delle capacità produttive con la costruzione di nuovi reattori, almeno otto. Nell'ottobre dello scorso anno Varsavia e Washington hanno firmato un accordo intergovernativo di 30 anni sulla futura cooperazione nello sviluppo del programma di energia nucleare civile polacco, con la prima centrale nucleare potrebbe entrare in funzione nel 2033. Anche la Francia con il suo gruppo Électricité de France (EdF), si è offerta di costruire fino a sei Epr, i reattore europei ad acqua pressurizzata di ultima generazione.
A giugno il Senato rumeno di Bucarest ha ratificato un accordo con gli Usa sulla cooperazione per espandere e modernizzare il programma nucleare della Romania. Le aree di cooperazione potrebbero includere il completamento delle unità 3 e 4 dell'unica centrale del Paese, quella di Cernavoda, e la ristrutturazione dell'unità 1 presso la stessa.
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Rivoluzione nell'industria dell'energia atomica, la Cina lancerà un reattore sperimentale
La Finlandia sta costruendo il suo terzo reattore nell'impianto sull'isola di Olkiluoto. In realtà il reattore è in costruzione dal 2005 e l'inizio dell'attività era originariamente previsto per maggio 2009 e ora si stima che dovrebbe iniziare la produzione a febbraio 2022. In Slovacchia sono in costruzione i reattori 3 e 4 nell'impianto di Mochovce. La produzione inizialmente prevista per il 2012 e 2013 è stata spostata al prossimo anno. La Bulgaria ha approvato la realizzazione di una settima unità presso la centrale nucleare di Kozloduy, utilizzando apparecchiature di fornitura russa. L'Ungheria ha in programma di costruire un altro reattore nel suo impianto di Paks e infine c'è la Francia, principale produttore di energia nucleare del blocco, con le sue 19 centrali nelle quali sono operativi 58 reattori, che vuole costruire un terzo reattore a Flamanville, nel nord del Paese, utilizzando la tecnologia Epr. La Svezia non ha invece intenzione di realizzare nuove costruzioni ma la centrale nucleare di Ringhals, che fornisce elettricità dal 1975, sta subendo un significativo progetto di estensione della vita progettato per consentirgli di funzionare fino alla metà degli anni '40.
E anche in Italia Cingolani sta parlando di ripensamento verso il nucleare. La prima volta che ha detto ha avuto delle minacce di morte. Poi dopo le parole possibiliste di altri leader politici, la polemica si è calmata. Adesso con i prezzi del gas ed elettricità alle stelle, il suo monito suona ancora più ragionevole. Da notare, Cingolani non ha detto che vuole realizzare il nucleare in Italia, solo di non escluderlo a priori nei piani futuri.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
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