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Nada Cella, dopo 25 anni dall’omicidio spunta un'indagata

© Sputnik . Fabio CarboneAuto della polizia di stato
Auto della polizia di stato - Sputnik Italia, 1920, 05.11.2021
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25 anni fa Nada Cella veniva uccisa nello studio del commercialista in cui lavorava, ma, del suo assassino, mai nessuno aveva apparentemente trovato tracce.
Eppure l’omicidio fu efferato e d’impeto, come scrissero i medici nell’autopsia e ricostruì il magistrato che per primo si occupò del caso.
Il tempo ha inghiottito quella storia e oggi nessuno si ricorda di Nada Cella, ma se oggi c’è una persona iscritta nel registro degli indagati lo si deve ad una studentessa che nel 2018 frequentava i corsi per diventare criminologa.
Da Bari a Genova, Antonella Pesce Delfino ha rivoluzionato la sua vita per riscrivere la storia di un delitto rimasto privo di un colpevole.
Grazie ad un giornalista suo amico, racconta il Corriere della Sera, la criminologa in erba Pesce Delfino si dedica al caso di Nada Cella, uccisa a Chiavari il 6 maggio del 1996 nello studio di un commercialista, dove lavorava come segretaria.
La povera ragazza fu colpita per ben 10 volte alla testa con un oggetto pesante che le fu scagliato in testa con furia, d’impeto, il gesto “di un folle”.
Il delitto era quindi imperfetto e furono tante le tracce lasciate dall’assassino, ma l’imperizia senza precedenti di chi indagò fu tale da compromettere la scena del delitto e da inficiarne il proseguimento nelle fasi successive.
La criminologa ha infatti ricostruito che ci furono anche disguidi tra magistrati e forze di polizia che dovevano indagare. Ad esempio, il magistrato non autorizzò le intercettazioni telefoniche dei condomini. Sempre il magistrato per le indagini preliminari non considerò attendibili due testimoni che affermarono di avere visto uscire Annalucia Cecere da quel palazzo poco dopo l’omicidio.

Chi è Annalucia Cecere?

Oggi Annalucia Cecere è una donna di 53 anni che vive in provincia di Cuneo, dove è stata anche insegnante d'asilo.
Lei è stata iscritta nel registro degli indagati per quel delitto dopo che la criminologa, insieme alla madre di Nada, si sono presentate in procura a Genova e hanno depositato la nuova ricostruzione dei fatti.
Il magistrato ha riaperto il caso e disposto una perquisizione a casa di Annalucia Cecere, dove sono stati ritrovati 5 bottoni di tipo militare uguali a quello che gli investigatori ritrovarono sotto il corpo di Nada Cella 25 anni fa.
Questo ovviamente non basta a incriminare una persona, ma il Corriere fa notare che la Cecere, quando il caso è tornato pubblico sui giornali, ha sentito il bisogno di contattare un avvocato per chiedere assistenza.
La Cecere non sapeva ancora di essere indagata e che di lì a poco avrebbe ricevuto la visita a casa degli investigatori per la perquisizione.
Il movente, secondo chi accusa la signora Cecere, una gelosia tra quest'ultima e Nada Cella. La prima si era invaghita del commercialista e voleva prendere il posto di Nada come segretaria per stare più vicino alla fiamma.
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