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Dl concorrenza: dalla telefonia alla salute, alle assicurazioni - ecco cosa cambia

© Foto : Governo italiano / CC-BY-NC-SA 3.0 ITIl Presidente del Consiglio, Mario Draghi
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi - Sputnik Italia, 1920, 05.11.2021
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Per il premier Draghi il nuovo disegno di legge è "un'operazione di trasparenza". Ecco tutte le novità.
Una terza via basata sulla “trasparenza”. È questo l’approccio adottato dal governo per mettere a punto il ddl annuale sulla concorrenza. “Avviamo un’operazione di trasparenza, e mappiamo tutte le concessioni in essere, come quelle relative alle spiagge, alle acque minerali e termali, alle frequenze”, ha detto il premier Mario Draghi nel discorso introduttivo, che ha preceduto l’approvazione del provvedimento in Consiglio dei Ministri.
“Nel recente passato, i governi italiani hanno preso due strade sul fronte della concorrenza. Alcuni – ha detto il presidente - hanno provato a passare delle misure molto ambiziose senza però cercare il consenso politico. Il risultato è stato che in larga parte questi provvedimenti non sono stati attuati, anche per l’opposizione di tanti gruppi d’interesse. Altri governi hanno invece ignorato la questione. La legge che ci apprestiamo a varare dovrebbe avere natura annuale. Eppure, dal 2009 a oggi, è stata approvata una sola volta, nel 2017, a due anni dalla presentazione”.
Per questo il governo ha deciso di procedere con la mappatura delle concessioni già presenti. “Si tratta – ha detto ancora nell’intervento, citato dal Corriere della Sera - di un provvedimento analogo a quanto ci apprestiamo a fare con il catasto. I cittadini potranno così verificare quanto ciascun concessionario paghi per esercitare la sua attività”.
“Ci aspettiamo che questo esercizio metta in evidenza la frammentazione delle competenze tra amministrazioni centrali e territoriali e la scarsa redditività per il governo della maggior parte delle concessioni”, ha aggiunto il premier.
Secondo Palazzo Chigi si tratta di “uno dei principali obiettivi presi dal governo nel Pnrr” per quanto riguarda servizi pubblici locali, energia, trasporti, rifiuti, avvio delle attività imprenditoriali e vigilanza del mercato.
Le finalità del nuovo decreto, si legge ancora nel comunicato della presidenza del Consiglio, sono quelle di “promuovere lo sviluppo della concorrenza, anche al fine di garantire l’accesso ai mercati di imprese di minori dimensioni”, proteggere i consumatori e “rimuovere gli ostacoli regolatori all’apertura dei mercati”, intervenendo sulla rimozione delle barriere, sui servizi pubblici locali, sull’energia, sostenibilità ambientale, salute e infrastrutture digitali.

Concessioni

Proprio a ridurre le barriere in entrata servirà la mappatura delle concessioni dei beni, che consentirà di conoscere la durata, la natura della concessione e la proficuità dell’utilizzo economico del bene in una prospettiva di tutela e valorizzazione nell’interesse pubblico.
La misura, inoltre, prevede anche che le concessioni per i porti siano affidate sulla base di procedure ad evidenza pubblica per garantire le condizioni di concorrenza, mentre per le procedure di affidamento del servizio di distribuzione del gas sono state introdotte nuove regole per favorire la trasparenza e lo svolgimento delle gare d’appalto.
Stesso discorso per le concessioni idroelettriche, le cui procedure di assegnazione si svolgeranno “secondo parametri competitivi, equi e trasparenti, sulla base di un’adeguata valorizzazione economica dei canoni concessori e di un’idonea valorizzazione tecnica degli interventi di miglioramento della sicurezza delle infrastrutture esistenti”.

Servizi pubblici

Sul fronte dei servizi pubblici locali è prevista una serie di norme finalizzate ad adeguare il quadro agli standard europei, con particolare attenzione al rafforzamento di qualità ed efficienza, soprattutto nel campo dei trasporti.
Nel ddl vengono messi nero su bianco anche i criteri per la selezione degli operatori che si occuperanno dell’installazione di infrastrutture di ricarica elettrica, mentre si incentivano gli strumenti per assicurare maggiore concorrenza nel campo della gestione dei rifiuti, con provvedimenti come la riduzione da cinque a due anni della durata minima degli accordi per la raccolta e l’avvio a recupero dei rifiuti per le utenze non domestiche.

Sanità

Un’ampia parte del testo è dedicata alla sanità, con la previsione di agevolazioni per l’accreditamento delle strutture sanitarie private, del superamento degli obblighi attuali per i distributori all’ingrosso di detenere almeno il 90 per cento dei medicinali in possesso di una AIC, l’eliminazione degli ostacoli all’ingresso sul mercato dei farmaci generici e della discrezionalità di individuazione dei dirigenti medici, “prevedendo che essi siano selezionati da una commissione composta dal direttore sanitario dell’azienda interessata e da tre direttori di cui almeno due provenienti da diversa regione, assegnando l’incarico al candidato che abbia ottenuto il punteggio più alto”.

Telecomunicazioni

Il ddl introduce anche l’obbligo del “coordinamento tra gestori di infrastrutture fisiche e operatori di rete per la realizzazione di reti di comunicazione ad alta velocità” e per i gestori di servizi di telefonia di “acquisire il consenso espresso per tutti i servizi in abbonamento offerti da terzi”.
Vengono resi più efficaci, inoltre, anche i controlli sulle attività economiche e rafforzato il potere di accertamento degli illeciti per violazione della disciplina sulla concorrenza da parte dell’Antitrust.

Assicurazioni

Per quanto riguarda le assicurazioni, infine, viene esteso l’obbligo di adesione alla procedura di risarcimento diretto anche alle imprese con sede legale in territorio Ue che operano sul territorio italiano.

Le reazioni

“Grazie alla Lega al governo, abbiamo evitato il ritorno alla direttiva Bolkestein, che avrebbe messo a rischio il futuro di migliaia di stabilimenti balneari e decine di migliaia di posti di lavoro. Continueremo a difenderli da certe logiche europee che vorrebbero favorire i grandi gruppi a danno delle piccole e medie imprese", è stato il commento arrivato dal deputato Claudio Durigon, capo dipartimento Lavoro del partito di Matteo Salvini.
Dalle associazioni dei consumatori, invece, arrivano critiche alle misure contenute nel provvedimento, definite un “palliativo”.
“Dalla telefonia alle assicurazioni il Ddl concorrenza non contiene alcuna novità in grado di contrastare lo strapotere delle grandi società e aumentare diritti e tutele per gli utenti – attacca in una nota il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Da un provvedimento così importante ci si aspettava decisamente di più, a partire da un rafforzamento delle misure punitive verso gestori telefonici e società che calpestano i diritti dei consumatori, oltre a provvedimenti in grado di garantire maggiore equilibrio nel settore assicurativo”.
“Manca poi un adeguato incremento dei poteri delle autorità indipendenti, specie dal punto di vista delle sanzioni, unica arma contro i comportamenti scorretti degli operatori”, conclude l’associazione.
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