Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

A Roma sta per nascere il “Comitato No cannabis legale”

© Foto : Il “Comitato No cannabis legale”Il “Comitato No cannabis legale”
Il “Comitato No cannabis legale” - Sputnik Italia, 1920, 05.11.2021
Seguici su
Con la consegna alla Corte di Cassazione delle firme necessarie per il referendum sulla legalizzazione della cannabis, inizierà l'iter per la verifica delle firme e la successiva calendarizzazione del referendum che dovrebbe avvenire nel 2022.
Per sostenere l'area del “NO”, nasce il “Comitato No cannabis legale”, promosso dalle associazioni Nazione Futura e Italia Comunità con l'obiettivo di sensibilizzare la popolazione sui motivi del no al referendum sulla legalizzazione della cannabis.
Il Comitato verrà presentato in un evento a Roma lunedì 8 novembre alla presenza dei rappresentanti dei partiti di centrodestra e si impegnerà nei prossimi mesi nell'organizzazione di iniziative, convegni e attività sui territori.
Per un approfondimento Sputnik Italia ha raggiunto Francesco Giubilei, Leader del movimento Nazione Futura.
© Foto : fornita da Francesco GiubileiFrancesco Giubilei, Leader del movimento "Nazione Futura"
Francesco Giubilei, Leader del movimento Nazione Futura - Sputnik Italia, 1920, 05.11.2021
Francesco Giubilei, Leader del movimento "Nazione Futura"
— Francesco, come e con quale obiettivo nasce il “Comitato No cannabis legale”?
— Il “Comitato No cannabis legale” nasce con l'obiettivo di spiegare e diffondere le motivazioni per cui è giusto opporsi alla legalizzazione della cannabis in vista del referendum che potrebbe avvenire nel 2022.
Il Comitato è promosso dalle associazioni Nazione Futura e Italia Comunità e verrà presentato Lunedì 8 novembre alle ore 18 all'Hotel Universo Via Principe Amedeo 5/b a Roma in un convegno intitolato "No cannabis legale” in cui interverranno Daniele Saponaro (autore “Gioventù drogata. Il pericolo di legalizzare le droghe”), Maria Teresa Bellucci (Deputato Fratelli d'Italia), Luca Toccalini (Deputato Lega), Maurizio Gasparri (Senatore Forza Italia).
I motivi per cui votare no al referendum sono molteplici ma vediamo i tre principali:
Non è vero che legalizzando la cannabis si combatte la mafia e la criminalità organizzata ma, al contrario, si rischia di legalizzarne l'attività;
Si trasmette un messaggio sbagliato alle giovani generazioni sul consumo di sostanze stupefacenti e con la coltivazione di cannabis si contribuisce all'inquinamento e al cambiamento climatico;
Si rischiano di favorire comportamenti pericolosi come guidare in possesso di sostanze stupefacenti.
— Quali strumenti avete a disposizione e pensate di attivare per fermare l'iter in sostegno del quale sono state appena depositate 630 mila firme in Cassazione per chiedere il referendum nel 2022?

— Non vogliamo fermare l’iter per l’approvazione del referendum. Se sono state raccolte correttamente le firme necessarie nelle modalità previste dalla legge, è giusto che il referendum si faccia. Vogliamo però spiegare perché secondo noi è corretto votare no. Il nostro obiettivo è rivolgerci in particolare ai giovani e giovanissimi e lo faremo attraverso l'organizzazione di eventi, conferenze, iniziative sui territori allargando il Comitato anche ad altre associazioni e a chiunque vorrà farne parte.

Cannabis  - Sputnik Italia, 1920, 05.11.2021
Referendum sulla cannabis: raggiunte le 500 mila firme. Ora cosa succede?
— I promotori del voto sostengono che la legalizzazione può indebolire le mafie, farà diminuire il numero dei reati violenti, ridurrà il sovraffollamento delle carceri. Quali sono le vostre controdeduzioni?
— Una delle principali affermazioni a sostegno del referendum è che legalizzando la cannabis (cosa in parte già avvenuta per uso terapeutico e non solo) si combatte la mafia e lo spaccio ma, al contrario, si rischia di legalizzare l'attività della criminalità organizzata che troverà il modo di accedere al mercato legale. D'altro canto, già nel 1989, Paolo Borsellino, riferendosi al business delle sostanze stupefacenti gestito dalla mafia, affermava: "Mi sembra che sia da dilettanti di criminologia quello di pensare che liberalizzando il traffico di droga sparirebbe del tutto il traffico clandestino e si leverebbe queste unghie all'artiglio della mafia".
— L'attività della “Nazione futura”, che voi definite come un laboratorio di idee, è stata avviata più di 5 anni fa. Potresti fare il primo bilancio? Cosa avete fatto per “per migliorare l’Italia attraverso proposte concrete”?
— Il bilancio è senza dubbio positivo, in questi anni siamo cresciuti molto sia in termini numerici (iscritti e circoli) sia nella qualità del lavoro e delle proposte realizzate. Ne cito due su tutti: in primis la diffusione del concetto e del termine conservatore in Italia. Fino a qualche anno fa eravamo l'unica realtà a definirsi conservatrice, negli ultimi anni c’è stata una diffusione di questa corrente di pensiero anche grazie al lavoro culturale che abbiamo realizzato (con la pubblicazione dei padri del conservatorismo da Burke a Kirk, da Scruton) fino alla definizione di un conservatorismo italiano.
La seconda battaglia è quella sull’ambiente visto da una prospettiva di destra e conservatrice con cui abbiamo diffuso una sensibilità su questo tema grazie a numerosi convegni, dossier e pubblicazioni (cito il libro “L’uomo custode della natura” del nostro vicepresidente Ferrante De Benedictis).
Cannabis - Sputnik Italia, 1920, 18.09.2021
Referendum sulla Cannabis, il boom delle firme online
— È possibile che un giorno il vostro think tank si trasformi in un nuovo partito politico o un movimento che farà parte di un partito centrodestra? Avete una ambizione del genere?
— Oggi Nazione Futura conta migliaia di tesserati in tutta Italia, abbiamo più di sessanta circoli territoriali attivi, numerosi consiglieri comunali eletti dalla Calabria all'Abruzzo, dal Piemonte al Veneto, siamo il think tank conservatore italiano con maggiori relazioni con i conservatori in Europa, dalla Polonia alla Spagna, dall'Ungheria alla Svezia, dalla Repubblica Ceca alla Serbia e con il mondo americano. Nazione futura è inoltre il partner italiano di “The European conservative”, membro fondatore della “Alliance for Common Good” con alcuni delle principali fondazioni dell'Europa centrale.
Prima delle elezioni politiche del 2023 vogliamo siglare un accordo più strutturato con un partito del centrodestra, in queste settimane stiamo ricevendo varie proposte e avendo contatti a livello nazionale e sui territori con vari partiti del centrodestra.
A breve prenderemo tutti insieme una decisione.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала