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Orlando: “Protocollo sullo smart working entro il 31 dicembre”

© AFP 2021 / Andreas SolaroAndrea Orlando, nuovo Ministro del Lavoro
Andrea Orlando, nuovo Ministro del Lavoro - Sputnik Italia, 1920, 03.11.2021
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Il ministro del Lavoro ha incontrato le parti sociali ieri per avviare il confronto e stabilire paletti e regole per traghettare il settore dopo la fine dello stato di emergenza.
Trovare un accordo sul lavoro a distanza e il lavoro agile, fattispecie che, nel periodo della pandemia, sono state adottate senza regole precise indicate dal legislatore, ma con l’accordo tra azienda e lavoratore per ovviare alla situazione complessa creata dalla crisi sanitaria.
Il lavoro da remoto, però, è diventato una realtà e per questo il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha convocato ieri il primo incontro di un tavolo di trattativa con le parti sociali per trovare una cornice in cui inserire i possibili accordi individuali dopo la fine dello stato di emergenza.
Il ministro, infatti, punta a trovare un’intesa entro il 31 dicembre e conta di proporre già per metà novembre un nuovo incontro per sciogliere i nodi principali e definire un protocollo condiviso.
Si tratta di risolvere le principali problematiche emerse nell’ultimo anno e mezzo e definire principi e paletti, come la sicurezza del lavoratore, il diritto alla disconnessione e i trattamenti economici.

Le proposte di Orlando

Il ministro del Lavoro, dopo la prima ricognizione con le parti sociali, ha ipotizzato diverse soluzioni, tra cui sostegni alle aziende che da gennaio 2022 scelgano di continuare a utilizzare gli strumenti del lavoro da remoto.
Si tratta di incentivi per la competitività e di fondi per il coworking, soluzioni che hanno l’obiettivo di fornire soluzioni per i lavoratori e di riqualificare ambienti urbani e far rivivere tessuti sociali.
Orlando ha voluto precisare, rispetto alle iniziative sul lavoro a distanza messe in campo in sede parlamentare, di avere “massimo rispetto” per il lavoro del Parlamento, ma di preferire una soluzione organica.
Invece di dare seguito alla miriade di disegni di legge ed emendamenti sul tema, Orlando pensa di rinviare la materia alla contrattazione collettiva e semmai, solo in secondo tempo o in assenza di una intesa, ricorre alla via legislativa.

La commissione al ministero

Il ministro ha ricordato che sul tema del lavoro da remoto i tecnici del ministero del Lavoro sono già all’opera per superare le criticità.
L’obiettivo finale è definire una “cornice” sul lavoro agile, “senza schemi eccessivamente rigidi” con i contenuti minimi dell’accordo su cui costruire poi le intese tra datore di lavoro e lavoratore.
Si tratta di regole minime, un’impalcatura di base: l’orario di lavoro, il diritto alla disconnessione, il luogo di lavoro a parte il domicilio, la parità di trattamento economico, la sicurezza e la protezione dei dati.
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