Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Il grido d’allarme delle città d’arte: Firenze e Venezia chiedono di essere più tutelate

© Sputnik . Leonardo ToloneseVista su Firenze
Vista su Firenze - Sputnik Italia, 1920, 03.11.2021
Seguici su
Indicazioni per il settore turistico e per servizi più rispettosi e adeguati, stop agli affitti “selvaggi” da parte dei privati e basta minimarket che sporcano i centri storici.
Parte da Firenze l’appello al governo, affinché vengano istituite regole più severe per tutelare le città d’arte.
E con il capoluogo toscano si schiera Venezia, una delle mete turistiche più apprezzate e amate d’Italia. Le due città chiedono al “Parlamento che riconosca la fragilità e la specificità delle città d’arte”, con le parole dell’assessore veneziano al Turismo Simone Venturini, che è intervenuto al convegno, “Firenze e Venezia nel day after #covid”.
E altre proposte sono arrivate dal direttore degli uffizi Eike Schmidt, che ha rivendicato la necessità di regole diverse e più specifiche per città d’arte come Firenze.

Tra i suggerimenti, lo stop agli affitti turistici "selvaggi" da parte dei privati, la rimodulazione della Tari, con sconti per negozi alimentari che non fanno asporto e tengono pulita la città, più servizi pubblici e blocco all'apertura di nuovi minimarket.

Le proposte al governo

Venturini ha ricordato che le città d’arte "quasi un anno fa” hanno consegnato al governo “un decalogo congiunto con suggerimenti di buon senso per mettere nelle condizioni sindaci e Comuni di intervenire per governare e regolamentare alcuni settori nevralgici, una necessità che ribadiamo anche oggi".
Il punto di partenza è "riconoscere la specificità delle nostre città d'arte”, che hanno bisogno di misure ad hoc per la gestione dei flussi turistici, per il commercio e per le affittanze turistiche brevi, “innalzandone il livello e bilanciando così le esigenze dei visitatori con quelle dei residenti”.
Su questi argomenti, secondo l’assessore, attualmente “vige una totale 'deregulation' che penalizza i centri storici".
L’appello arriva così accorato: “Solo attraverso l'introduzione di nuovi strumenti normativi nazionali Venezia, Firenze e tutte le altre città d'arte italiane rimarranno vive, e soprattutto vitali”.

Stop ai minimarket

Per il direttore degli Uffizi, c’è bisogno di misure concrete per difendere il settore turistico e le bellezze delle città d’arte.
"Ci vuole un regolamento per gli affitti da privati, non è possibile che i privati affittino in maniera selvaggia mentre gli alberghi sono sottoposti ad una serie di regole e anche contributi economici e tributari”.
Per Schmidt, le autorità dovrebbero riequilibrare la Tari, premiando chi sporca di meno e facendo pagare di più chi produce immondizia e non pulisce.
“Ci vuole una rimodulazione della Tari in cui viene premiato chi pulisce dopo il passaggio dei propri ospiti. Ci vuole anche un sistema congiunto di accoglienza per tutta la città e tutta la regione”.
Il direttore degli Uffizi sottolinea necessità pratiche, come la mancanza di bagni pubblici a Firenze: “Non è concepibile che ci siano alcuni punti strategici dove non ci sono bagni pubblici, per esempio, che ce ne sia solo uno al punto informazioni degli Uffizi e un altro in Santa Maria Novella".
E infine, serve anche uno stop ai nuovi minimarket: “I minimarket hanno la caratteristica che vendono e generano l'immondizia ma poi non puliscono".

E parlando poi di coloro che vendono panini in centro a Firenze, Schmidt ha ironizzato: "Ci vuole competenza nella gestione delle file, noi abbiamo file più corte dei paninai ma più visitatori" nelle gallerie.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала