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Prosecco, Zaia avverte: "Toponimo Prosek esiste in Italia dal 1300. Altri non possono utilizzarlo"

© FotoProsecco di Valdobbiadene
Prosecco di Valdobbiadene  - Sputnik Italia, 1920, 02.11.2021
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Il governatore del Veneto ha mandato un messaggio diretto a Bruxelles, dicendosi convinto dell'illeggittimità del toponimo del prosecco croato.
"Ci sono mappe ufficiali che partono dal 1300, che abbiamo consegnato, che fanno vedere che prima di Trieste c'è una città che da allora si chiamava Prosek. E' la dimostrazione, la prova provata, che il toponimo che ha dato la riserva del nome al Prosecco nel 2009 è lo stesso".
Ad affermarlo quest'oggi è stato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commentando in questo modo la question dell'ok dell'Unione europea al Prosek croato.
Nella giornata odierna Zaia ha incontrato il sottosegretario alle Politiche agricole Gian Marco Centinaio con il quale è stato discusso il dossier sul Prosecco.
"Quindi, non è possibile che altri possano utilizzare lo stesso toponimo", ha affermato Zaia.

Il sì di Bruxelles al Prosek

Lo scorso 14 settembre è stato reso noto che la Commissione europea ha valutato “la conformità ai requisiti di ammissibilità e validità” della richiesta presentata dalle autorità croate per il Prosek.
Quello andato a buon fine a settembre è stato il secondo tentativo di far passare il Prosek croato come vino DOC, con la Croazia che già nel 2013 aveva provato ad ottenere la denominazione di origine controllata, trovando tuttavia il deciso no dell'allora commissario per l'Agricoltura Ciolos.
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