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Di Maio: “La destra non usi il Colle per ricattare il Paese con il voto anticipato”

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Luigi Di Maio - Sputnik Italia, 1920, 02.11.2021
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Per il ministro degli Esteri, l’unico obiettivo che raggiungerebbe sarebbe bloccare la ripresa del Paese. Per il nuovo capo di stato, il M5S non esclude la consultazione degli iscritti. E su Renzi e Salvini: due facce della stessa medaglia.
È categorico il ministro Luigi Di Maio sulle strategie per la scelta del nuovo presidente della Repubblica. Non bisogna cedere ai ricatti della destra, che porterebbero solo a un danno per l’economia del Paese.

Parlando a La Stampa, Di Maio intima: “La destra non usi il Colle per ricattare il Paese con il voto anticipato. Raggiungerebbe l’unico, inaccettabile, obiettivo di bloccare la ripresa, nel momento in cui dobbiamo gestire i fondi del Pnrr e concludere la campagna vaccinale”.

E torna, poi, sugli applausi dopo il voto che ha affossato il ddl Zan: una scena “mostruosa”, “una strumentalizzazione senza pudore. Messa in atto da persone che calpestano i diritti individuali per fare giochini di Palazzo” e che potrebbe anticipare quanto accadrà nelle votazioni per il Colle.
Di Maio poi sottolinea che il premier Mario Draghi ha il sostegno del M5S e non vuole entrare “nel dibattito sul toto-Quirinale, che può avere come unico risultato quello di bruciare i nomi migliori”. Nomi su cui il Movimento potrebbe decidere di consultare gli iscritti, “Conte non lo esclude”.

Il G20, bene ma si può fare di più

Il ministro degli Esteri, che ha presenziato alla due giorni del G20 di Roma, smentisce che per il suo leader Conte il summit sia stato un “un fallimento”, ma “certo, si può sempre fare di più”.
DI Maio difende i risultati, “siamo andati oltre il ‘bla bla bla’, mi lasci dire che abbiamo fatto cose concrete”, come “avere l’unanimità sia sul tetto massimo di1,5 gradi per l’innalzamento delle temperature, sia sulla neutralità carbonica intorno alla metà del secolo. La Russia e la Cina lo faranno entro il 2060. Obiettivi impensabili alla Cop21 di Parigi”.

I due “nemici”

Di Maio poi dedica una battuta a due politici con cui non corre buon sangue e che sono stati anche alla guida della campagna che ha fatto naufragare il ddl Zan, Matteo Renzi e Matteo Salvini.
“Salvini e Renzi sono due facce della stessa medaglia. La loro cifra è l’inaffidabilità. Non oso immaginare che cosa potrebbero combinare insieme. Anche se è ovvio che il campo della destra oggi comprende entrambi”.
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