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Il leader sudanese conferma l'impegno a costruire la base militare navale russa

© Sputnik . Igor Zarembo / Vai alla galleria fotograficaNave di pattugliamento russa "Yaroslav Mudry"
Nave di pattugliamento russa Yaroslav Mudry - Sputnik Italia, 1920, 01.11.2021
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Il Sudan è impegnato nei suoi obblighi riguardo alla costruzione di una base navale russa nel Paese e attuerà l'accordo, ha detto il comandante in capo delle forze armate Abdel Fattah al-Burhan in un'intervista a Sputnik.
"La creazione di questa base fa parte di un accordo esistente. Continuiamo a discutere regolarmente della questione e ci sono alcuni difetti che dovranno essere sanati. Teniamo in ogni caso fede ai nostri accordi internazionali e continueremo ad attuarli fino alla fine", ha affermato Burhan.
Il leader sudanese ha anche elogiato la cooperazione militare "di lunga data e continua" con la Russia.
"Sosterremo pienamente questo, poiché la Russia è sempre onesta nelle sue relazioni con noi e si sforza di rafforzare la cooperazione e sviluppare le forze armate sudanesi", ha concluso al-Burhan.
A settembre, una fonte militare sudanese aveva detto a Sputnik che il Sudan aveva intenzione di modificare l'accordo che prevedeva la creazione di una base navale russa sulla costa del Mar Rosso in cambio di assistenza economica e un contratto di locazione per cinque anni con la possibile firma di un accordo per 25 anni. L'ambasciata sudanese aveva poi assicurato a Sputnik che il Paese non stesse chiedendo alcuna variazione all’accordo, definendo "infondata" qualsiasi notizia al riguardo. Il 22 settembre, l'allora vice ministro degli Esteri sudanese Mohammed Sharif aveva affermato che il governo non aveva ancora la piena autorità per firmare l'accordo sulla base militare con la Russia, poiché le istituzioni legislative erano ancora in fase di creazione.
Sputnik è il primo media a intervistare il leader militare sudanese dopo i recenti sviluppi che hanno visto diversi alti funzionari detenuti e lo scioglimento del Governo.

Il colpo di stato del 2019

Il colpo di stato in Sudan del 2019 fu un golpe militare innescato da proteste nel contesto di una profonda crisi economica e al calo del tenore di vita. Venne messo in atto dalle forze armate sudanesi la mattina dell'11 aprile 2019, per rovesciare il governo del presidente sudanese Omar al-Bashir, destituito dal potere e arrestato dopo aver ricoperto tale ruolo per quasi 30 anni.
L'esercito sudanese, dopo lo scioglimento del Governo Nazionale, annunciò uno stato di emergenza di 3 mesi, a cui fece seguito un periodo di transizione che sarebbe dovuto essere di 2 anni, prima dell'istituzione di un nuovo governo. Quel periodo di transizione è in scadenza e in questo contesto vanno inquadrate le tensioni recentemente verificatesi nel Paese africano.
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