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G20, Lavrov: “Il 2050 non una data magica, è un’ambizione dell’Ue. La Russia punta al 2060”

© Ministero Esteri russo / Vai alla galleria fotograficaLavrov e Di Maio
Lavrov e Di Maio - Sputnik Italia, 1920, 01.11.2021
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Il ministro degli Esteri russo fa il bilancio del summit di Roma parlando di multilateralismo e di ricerca di soluzioni collettive in equilibrio con gli interessi nazionali. La bozza della dichiarazione finale? Arrivata in ritardo, non esattamente educato.
Al G20 di Roma sono state prese decisioni importanti, sulla pandemia, sulla finanza mondiale e anche sull’ambiente. In particolare si è molto discusso, anche in vista della Cop26 di Glasgow, degli impegni presi dai 20 Grandi in tema di emissioni inquinanti e di obiettivi di neutralità
Nel testo si indica la data del 2050 per raggiungere la neutralità carbonica, una data che, anche se sfumata, non sta bene a tutti. Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, intervistato dal Corriere della Sera, spiega perché.
Il 2050 non è una “data magica”, “se è un’ambizione dell’Unione europea, anche altri Paesi hanno diritto ad avere ambizioni”, sottolinea.
Inoltre, la bozza della dichiarazione finale, che contiene il termine del 2050 è stata consegnata alla delegazione russa in ritardo: “La ragione di questo ritardo è stata che prima l’hanno discussa i Paesi del G7 e poi hanno cominciato a farla circolare. Ecco perché conteneva la data del 2050. Ma è stato un comportamento non esattamente educato”.
Lavrov, però, non si sottrae agli impegni in tema di lotta ai cambiamenti climatici, ma difende il diritto della Russia ad avere i suoi obiettivi.
“Noi non ragioniamo per slogan o ambizioni, guardi a cosa è successo all’ambizione dell’Unione europea di fare a meno dei gasdotti russi. Noi abbiamo razionalmente calcolato che raggiungeremo la neutralità carbonica entro il 2060 e lo faremo”.
Inoltre, quello del G20 è stato un “risultato positivo”, perché sui cambiamenti climatici “è stata mantenuta la logica per noi fondamentale degli accordi di Parigi, che si poggiano su passi volontari di ogni Stato tesi alla riduzione delle emissioni garantendo il rispetto degli interessi nazionali nella sfera dello sviluppo economico”.

Sì al multilateralismo del G20

Il ministro degli Esteri russo sottolinea, poi, che il contesto del G20 ha dimostrato che “gli approcci unilaterali sono falliti” e che “il G20 è l’esempio nella ricerca di soluzioni collettive che garantiscano l’equilibrio degli interessi sia nella sfera della battaglia contro il coronavirus, sia in quella del mantenimento di un clima sostenibile per la vita, che nella sicurezza energetica”.
In particolare in ambito energetico, aggiunge Lavrov, il consesso dei 20 Grandi del mondo “si batterà per soluzioni future basate su un netto equilibrio stabile tra gli interessi dei fornitori e quelli dei consumatori delle risorse energetiche”.
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Gelo con la Nato

Infine, il titolare della diplomazia russa passa a parlare dei rapporti con l’Alleanza atlantica, con la sospensione da oggi dei rapporti diplomatici.
“Ci basiamo sui fatti e i fatti ci dicono che non si vuole alcuna interazione con noi”, dice il ministro.
E ricorda quando nel Consiglio Russia-Nato, l’Alleanza “desiderava soltanto insegnarci a vivere chiedendo ogni volta di far riunire il Consiglio per discutere dell’Ucraina”, ma “ora la questione è chiusa”.
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