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I piani del centrodestra per il Quirinale: a Berlusconi mancherebbero solo 17 voti

© REUTERS / Flavio Lo ScalzoSilvio Berlusconi vota alle Elezioni amministrative 2021
Silvio Berlusconi vota alle Elezioni amministrative 2021 - Sputnik Italia, 1920, 31.10.2021
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Lo scenario tracciato da Repubblica è quello di un'alleanza tra centrodestra e renziani per eleggere un candidato europeista con l'aiuto dei centristi. In campo c'è anche il nome di Berlusconi.
Un’alleanza di “centro-centrodestra” per mandare un “berlusconiano”, o lo stesso Berlusconi, al Quirinale.
Secondo la Repubblica, il patto tra Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Italia Viva per eleggere il prossimo capo dello Stato sarebbe già realtà. E l’impresa di far salire al Colle un proprio candidato - tra i termini dell’accordo ci sarebbe quello di dover scegliere un convinto sostenitore delle istituzioni europee - non sarebbe impossibile.
Lo schema sarebbe chiaro anche a sinistra. Provenzano e Di Maio danno per scontato l’accordo, mentre è l’ex segretario del Pd, Pierluigi Bersani, a spiegarne il meccanismo.
"Bruciate le prime tre votazioni, il centrodestra alla quarta si appresterà a penetrare nel mondo moderato, prima collegato al centrosinistra, per conquistare quella manciata di grandi elettori che serviranno per eleggere un proprio presidente”, spiega allo stesso quotidiano.
I voti da recuperare, in uno scenario del genere, sarebbero 17.
Nella quarta votazione, infatti, per eleggere il capo dello Stato servirà la maggioranza assoluta di 505 grandi elettori. Il centrodestra ne conta 445. Se si aggiungono quelli di Italia Viva si arriva a 488.

Per riuscire nell’impresa di eleggere un candidato gradito al centrodestra (non per forza Berlusconi, tra le ipotesi c’è anche quella di una donna), mancherebbero, appunto, 17 voti.

Per recuperarli si guarda al centro. Noi con l’Italia di Maurizio Lupi conta cinque deputati. Altri cinque sono i parlamentari di azione e Più Europa. Poi ci sono gli ex di Forza Italia passati al gruppo misto, altri cinque, e la pattuglia di sei deputati di Bruno Tabacci.
A questi si aggiungono gli autonomisti e pure gli ex grillini confluiti in Alternativa c’è, che potrebbero essere inclusi nell’operazione.
Certo, ricorda lo stesso quotidiano, non è detto che Renzi alla fine possa essere davvero della partita, visto che buona parte dei suoi non ha tagliato il cordone ombelicale con il Pd.
Le condizioni che vengono poste per ora sono quelle di un candidato “europeista” e di un “campo largo”.
Ma intanto la sinistra passa al contrattacco. Per bloccare il piano del centrodestra, secondo Bersani, Enrico Letta dovrà prendersi “l’onere di proporre un candidato di tutti”. “Non c’è solo Draghi”, conclude l’ex leader Dem.
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