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Coldiretti, il vino novello è pronto! 4 milioni di bottiglie pronte a inondare i calici

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaL'Australia è uno dei maggiori esportatori di vino a livello mondiale
L'Australia è uno dei maggiori esportatori di vino a livello mondiale - Sputnik Italia, 1920, 31.10.2021
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Sta per arrivare sulle tavole il vino novello Made in Italy della vendemmia 2021, con circa 4 milioni di bottiglie che potranno essere acquistate con la riapertura settimanale di negozi, enoteche e supermercati.
A renderlo noto è la Coldiretti nel sottolineare che quest'anno il "déblocage", fissato in Italia per legge, è anticipato di quasi tre settimane rispetto al concorrente Beaujolais nouveau francese, che si potrà invece assaggiare solo a partire dal 18 novembre prossimo.
Il vino novello, cioè quello appena vendemmiato, viene consumato soprattutto in abbinamento con i prodotti autunnali come le caldarroste in Fiere e Sagre che quest'anno sono timidamente tornate dopo la chiusura causata dalla pandemia di Covi-19.
Leggero e con bouquet aromatico il "vino da bere giovane" deve le sue caratteristiche al metodo di vinificazione utilizzato e messo a punto dal ricercatore francese Flanzy ed è fondato sulla fermentazione carbonica di grappoli integri di uve che vengono poi spremute a distanza di una decina di giorni, per un vino delicato che di solito si attesta sugli 11 gradi ma che può raggiungere anche i 12 gradi.
La produzione del vino novello in Italia è iniziata verso la metà degli anni '70 dello scorso secolo, dopo che in Francia, considerata la madre dei novelli, i vignaioli francesi della zona di produzione del Beaoujolais, per superare una stasi di mercato, misero sul mercato il Beaoujolais nouveau, allo scopo di rivalorizzare il loro vino prodotto con uve Gamay meno pregiate della Borgogna meridionale.
Il vino novello Made in Italy, invece, è basato su uve Dop e Igp e ha quindi registrato lungo la Penisola una rapida espansione per poi diminuire progressivamente con un calo della produzione di oltre il 30% negli ultimi 10 anni, spiega Coldiretti.
A causare il calo produttivo concorrono una serie di fattori, a partire dalla limitata conservabilità del vino novello, che ne consiglia il consumo nell'arco dei prossimi 6 mesi fino alla tecnica di produzione, la macerazione carbonica, che è più costosa di circa il 20% rispetto a quelle tradizionali.
Ma sono gli stessi vitigni che negli anni passati rappresentavano la base del novello vengono oggi spesso utilizzati per produrre vini ugualmente giovani, ideali per gli aperitivi, ma che non presentano problemi di durata.
La tradizione vuole che l'apertura del vino novello si festeggi a San Martino l'11 novembre, giorno in cui da sempre i contadini chiudono e fanno il bilancio di un anno di lavoro.
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