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Bloomberg: Usa e Giappone spaventati dalle parole di Putin sui prezzi del petrolio

CC0 / PIxabay / Estrazione di petrolio negli USA
Estrazione di petrolio negli USA - Sputnik Italia, 1920, 31.10.2021
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Bloomberg: Usa e Giappone allarmati dalle parole di Putin su un possibile aumento del prezzo del petrolio a 100 $.
La dichiarazione del presidente russo Vladimir Putin sulla possibilità che il prezzo del petrolio salga fino a 100 dollari al barile ha allarmato Stati Uniti, Giappone e India, scrive Bloomberg.
Secondo gli autori dell'articolo, dopo questa affermazione, i paesi consumatori hanno iniziato a esercitare la più forte pressione diplomatica degli ultimi anni sull'OPEC+ per aumentare l'attività estrattiva.

" L'amministrazione Biden è sempre più preoccupata per l'aumento dei prezzi della benzina, che hanno raggiunto il massimo da sette anni. Da diverse settimane sollecita l'OPEC+ a produrre più petrolio", afferma la pubblicazione.

Come scrivono gli osservatori, il Giappone ha compiuto un raro passo nella sua prassi diplomatica unendosi a questi appelli. La Cina tace ancora, ma condivide lo stesso punto di vista, riportano gli autori citando le parole dei diplomatici.

"I funzionari di Stati Uniti, Giappone e India hanno avuto colloqui tra di loro in privato e hanno anche contattato altri importanti consumatori di petrolio e paesi esportatori. Le chiamate sono iniziate circa tre settimane fa, ma si sono intensificate negli ultimi giorni dopo che il prezzo è salito a 85 dollari al barile", hanno concluso i pubblicisti.

Lunedì, il valore del greggio americano WTI è salito sopra gli 85 dollari al barile per la prima volta da ottobre 2014, con i futures di dicembre scambiati a 85,03 dollari. Il prezzo dei futures di gennaio per il greggio Brent è salito a 85,59 dollari al barile.
Alcuni membri dell'accordo OPEC+, guidato dall'Arabia Saudita, hanno precedentemente sottolineato la necessità di stare attenti al ritmo degli aumenti della produzione di carburante. Secondo gli esperti, sono state queste dichiarazioni a causare l'aumento dei prezzi.
A causa del calo della domanda di petrolio causato dalla pandemia di coronavirus, l'OPEC+ ha ridotto la produzione di 9,7 milioni di barili al giorno dal maggio dello scorso anno. Quando la situazione si è stabilizzata, i termini dell'accordo sono stati adeguati. E dall'agosto 2021, l'alleanza ha aumentato la produzione di 400mila barili al giorno per mese, sperando di ritirarsi gradualmente dai suoi obblighi entro la fine di settembre.
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