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Sull'efficacia del vaccino Johnson&Johnson Palù replica a Crisanti: "Non può dire la sua..."

© AFP 2021 / KAMIL KRZACZYNSKIVaccino anti-Covid Johnson& Johnson
Vaccino anti-Covid Johnson& Johnson - Sputnik Italia, 1920, 30.10.2021
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Prosegue il dibattito sull'efficacia del vaccino Janssen dopo l'allarme di Andrea Crisanti sulla protezione che scomparirebbe dopo due mesi. Per il presidente dell'Aifa resta comunque lo scudo "contro la malattia grave".
“Non è che un singolo ricercatore può dire la sua”. Così il presidente dell’Aifa, Giorgio Palù, intervistato da Myrta Merlino a L’Aria che Tira su La7, ribatte alle accuse di Andrea Crisanti sul vaccino Johnson&Johnson.
Il microbiologo dell’Università di Padova, intervenendo al programma di Corrado Formigli, Piazza Pulita, sulla stessa rete, aveva detto che il vaccino Janssen “dopo due mesi non protegge quasi più niente”.
“Questa vaccinazione – ha affermato - è stata iniziata quando già Johnson&Johnson era a conoscenza dei limiti del vaccino”. “La Fda – ha poi aggiunto - in America si è affrettata a rettificare le condizioni dell’approvazione imponendo la seconda dose, non so perché noi siamo andati dritti”.
Palù ha di fatto invitato Crisanti ad attenersi “alle evidenze fattuali, agli studi che vengono e che sono stati validati dalle agenzie regolatorie che hanno visto i dossier dell'industria”.
“Sul piano pratico la vaccinazione globale - ha aggiunto il presidente dell’Aifa, come riassume Il Tempo - ci ha dimostrato che i vaccini a Dna con vettore virale hanno due vantaggi. Il primo è quello di basarsi su un vettore che è un virus umano riconosciuto, anche se depotenziato, per cui la seconda o la terza dose sono poco proponibili. Poi i milioni di persone vaccinate ci dimostrano quando sta venendo meno l'immunità”.

Secondo il virologo, chi ha ricevuto il vaccino Janssen ha comunque la protezione contro la malattia grave. “Sicuramente – ha concluso - anche l'Fda ha valutato i dati e come abbiamo già fatto noi, abbiamo suggerito la vaccinazione eterologa con un vaccino con vettore adenovirus”.

Ad intervenire sulla questione della copertura del vaccino di Johnson&Johnson è anche il collega Matteo Bassetti, con un post su Instagram. "I dati pubblicati a luglio dicono che c’è una risposta sostenuta e robusta per almeno 8 mesi dopodiché ci sono state delle segnalazioni che hanno evidenziato che dopo 2 mesi i soggetti che hanno fatto la monodose possono avere una riduzione della protezione, ma cominciare a ridursi non significa che a due mesi scompaiono gli anticorpi", precisa il direttore della Clinica di Malattie Infettive dell'ospedale San Martino di Genova.
"Una differenza sostanziale - aggiunge - per non creare dubbi o polemiche inesistenti. Stiamo attenti a comunicare, altrimenti le persone che hanno fatto questo vaccino pensano di non essere coperte e non è così".

"Non terrorizziamo 1,8 milioni di persone in Italia che lo hanno fatto. Nel nostro Paese - dice rivolto al microbiologo dell'Università di Padova - a qualcuno piace fare a lupo a lupo per prendersi i titoloni e le prime pagine dei giornali". "Ma così - replica Bassetti - non facciamo il bene della gente e neanche quello della classe medica".

Il futuro del green pass

Infine, alla domanda su quanto durerà l’obbligo del certificato verde Covid, Palù ha risposto che il green pass resterà in vigore finché “non ci libereremo del virus”. “Il green pass – ha detto Palù - è stata una grande soluzione italiana che ci stanno imitando all’estero”. Non ci sarebbe niente di strano, ha aggiunto, se fosse “sostituito dal certificato vaccinale, come avviene in altri Paesi”.
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