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Pregliasco non esclude micro zone rosse: "colpo di coda Covid"

© AP Photo / Alessandra TarantinoCoppia di anziani sul balcone con la bandiera dell'Italia con la scritta "Andrà tutto bene" a Roma
Coppia di anziani sul balcone con la bandiera dell'Italia con la scritta Andrà tutto bene a Roma - Sputnik Italia, 1920, 30.10.2021
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Secondo il virologo milanese, lockdown sul larga scala "non riproponibili grazie a vaccini e misure".
Fabrizio Pregliasco ha commentato la situazione epidemiologica del coronavirus in Italia degli ultimi giorni, in cui è stata registrata una leggera ripresa dei contagi e degli ospedalizzati. Secondo il noto virologo milanese, non ci sono ancora motivi di allarme grazie alle misure adottate dal governo per contenere la pandemia.

"Stiamo assistendo a un colpo di coda, con piccoli incrementi, non pesantissimi, dei casi, ma credo che l'approccio italiano prudente, fatto di misure di precauzione e vaccinazioni, sembra stia pagando", ha dichiarato ad Adnkronos Salute.

Relativamente al futuro, Pregliasco ha espresso un cauto ottimismo, escludendo drastiche misure come l'anno precedente per il contenimento del virus.
"Potrebbero esserci delle micro-zone rosse chirurgiche a seguito dell'aumento dei contagi di Covid-19, ma ipotesi di lockdown credo siano una extrema ratio remota".
Per Pregliasco, potrebbe essere l'ultimo inverno con l'incubo Covid.

"Se non emergeranno nuove pericolose varianti e rimaniamo prudenti, con la responsabilità di tutti, si possa 'scavallare' il prossimo inverno che spero sia l'ultima battaglia. Poi ci sarà una convivenza col virus. Ma gli scenari passati non sono sicuramente riproponibili, grazie a una serie di fattori, primi fra tutti la campagna di vaccinazione e l'atteggiamento di prudenza fin qui adottato", ha affermato, facendo notare che nel Regno Unito, dove il numero dei contagi è alto, grazie all'alto tasso di vaccinazione i decessi ed i ricoveri sono molto più contenuti rispetto al passato.

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Ha poi concluso rinnovando l'appello a "mantenere alta l'attenzione".

"La pandemia viaggia con onde come quelle del sasso di uno stagno: le prime sono state le peggiori, ora con il clima freddo e il fatto che staremo molto più al chiuso, che le scuole sono riaperte e si è tornati al lavoro in presenza, ci sia un'onda di risalita ma queste ondulazioni sono gestibili".

Relativamente alle prospettive epidemiologiche per la stagione invernale, in precedenza l'infettivologo ligure Matteo Bassetti aveva espresso preoccupazione per l'influenza, che "sarà molto grave" per il fatto che lo scorso anno è praticamente scomparsa per le misure anti-contagio, impedendo la formazione di anticorpi.
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