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In Italia si va in pensione più tardi rispetto agli altri Paesi Ue, ma per l'Europa non basta

© Sputnik . Игорь Михалев / Vai alla galleria fotograficaGli abitanti di Montalcino
Gli abitanti di Montalcino - Sputnik Italia, 1920, 30.10.2021
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Secondo la Commissione europea l’età della fuoriuscita dal mondo del lavoro in Italia dovrebbe essere di 71 anni anziché 67. Altrimenti, il rischio è che il sistema collassi per colpa del calo demografico e della precarietà degli impieghi.
Con quota 102 anche nel 2022 si potrà andare in pensione prima della soglia dei 67 anni, per chi ha almeno 64 anni e 38 anni di contributi.
Ma nonostante l’Italia sia uno dei Paesi del Vecchio Continente in cui l’età pensionabile è più alta, secondo la Commissione Ue il nostro sistema pensionistico e quello degli altri Stati membri non sarà sostenibile a lungo, considerando l’invecchiamento della popolazione.
Nel libro verde sulla demografia pubblicato all’inizio del 2021, infatti, come ricorda Europa Today, da palazzo Berlaymont osservavano come nei prossimi vent’anni diverse nazioni europee potranno aver bisogno di aumentare l’età della fuoriuscita dal mondo del lavoro per poter continuare a pagare le pensioni.
La Commissione Ue fissa questa soglia a 70 anni, ma per l’Italia potrebbe aumentare fino a 71.
A permettersi il “lusso” di mandare i propri cittadini in pensione prima dello spegnimento di 70 candeline sarebbero solo Malta, Ungheria e Svezia, mentre dovrebbero estendere la durata della vita lavorativa addirittura fino a 72 anni Lituania e Lussemburgo.

La ragione sta nella crescita dell’età media della popolazione in Europa, che si traduce in un maggior numero di pensionati a fronte di un minor numero di persone in età lavorativa.

Questo, secondo l’esecutivo comunitario comporta “tassi di contribuzione più elevati e tassi di sostituzione delle pensioni più bassi per garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche”.
La risposta individuata per ora da Bruxelles risiede nell’estensione della vita lavorativa, che però può avere come conseguenza negativa quella di bloccare il mercato del lavoro.
Il nostro Paese, tra i 27, è quello dove ci si congeda più tardi, con la pensione di vecchiaia che si ottiene a 67 anni. Esistono però una serie di possibilità per anticipare questa soglia, non solo con Quota 102, Opzione donna o l’Ape sociale, ma anche per chi svolge lavori usuranti.
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Per avere un termine di paragone in quasi tutti Paesi europei la soglia è di 65 anni. Eppure, secondo Bruxelles potrebbe non bastare visto che il calo demografico in primis, come pure la scarsità di versamenti contributivi a causa dei problemi che presenta il mercato del lavoro, con la discontinuità e la precarietà degli impieghi, rischiano di rendere sempre più difficili gli interventi per liberare posti di lavoro agevolando i pensionamenti.
Un tema, questo, che resta quindi al centro dei pensieri dell’attuale esecutivo e di quelli che verranno.
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