Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Condannato a morte negli USA, John Grant morto dopo iniezione letale in modo brutale

© Foto : PixabayTelecamera di sorveglianza in un carcere
Telecamera di sorveglianza in un carcere - Sputnik Italia, 1920, 30.10.2021
Seguici su
In Oklahoma, nel penitenziario statale, John Grant viveva nel braccio della morte in attesa della sentenza di condanna a morte dal 2000. Già in carcere per reati minori, aveva ucciso un dipendente della caffetteria interna al carcere.
Dopo 21 anni di carcere in attesa che la sentenza di morte venisse eseguita su di lui, il giorno è stato stabilito e a nulla sono valsi gli appelli delle varie associazioni e anche del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden.
Nello Stato dell’Oklahoma era dal 2015 che non veniva eseguita una sentenza di condanna a morte.
La sedia elettrica è stata ormai sostituita da un mix di farmaci iniettati in sequenza, seguendo un protocollo, ma, a quanto pare, i farmaci usati per uccidere il condannato a morte hanno degli effetti sulla persona che ne causano una morte per agonia che dura a lungo. Nel caso di John Grant, 21 minuti.
I presenti che hanno assistito, ovvero i familiari, gli avvocati di Grant e qualche giornalista, hanno descritto una scena straziante. Il primo farmaco, il Midazolam, che avrebbe dovuto semplicemente fargli perdere conoscenza, gli ha invece provocato 15 minuti di convulsioni, prima di fargli effettivamente perdere conoscenza.
I testimoni hanno raccontato che le convulsioni sono state così violente che Grant ha quasi strappato le cinghie che lo tenevano legato al lettino della morte. Non solo, in quei 15 interminabili minuti ha vomitato una ventina di volte, sempre legato al lettino.
Quindi ha perso conoscenza e, a quel punto, il boia gli ha somministrato il secondo farmaco, che serve a fermare l’apparato respiratorio, e quindi il terzo, che serve a fermare il cuore.
Gli avvocati di Grant hanno denunciato il fatto che il loro assisstito non aveva mai ricevuto supporto psicologico da quando era stato condannato alla pena capitale e che l'uomo aveva bisogno di cure psicologiche. Inoltre il condannato, un afroamericano, aveva ammesso il suo crimine e si era anche pentito.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала