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Whirlpool, 100% di adesione allo sciopero indetto dai lavoratori

© Fiom CgilManifestazione lavoratori Whirlpool a Roma, 22 luglio 2022
Manifestazione lavoratori Whirlpool a Roma, 22 luglio 2022 - Sputnik Italia, 1920, 29.10.2021
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Sciopero nazionale che ha bloccato tutti gli stabilimenti del gruppo. Le lavoratrici ed i lavoratori del gruppo chiedono all'unisono una soluzione e puntualizzano, qualora quanto paventato nei mesi addietro dalle parti non dovesse andare in porto, di essere comunque lavoratori Whirlpool.
Tuonano i sindacati e si fermano in tutta Italia gli stabilimenti del gruppo Whirlpool.
Le trattative tengono i lavoratori con il fiato sospeso, si ricorderà, da molto tempo, con scadenze ed ultimatum continuamente spostati in avanti, senza che venga trovata una soluzione definitiva, e con decisioni pesanti paventate da parte del gruppo.
Si era pur intravista, nei mesi scorsi, una buona possibilità, avendo individuato le ditte che andrebbero a formare il consorzio ipotizzato a ripristino e riciclo del sito su cui sorge l'azienda a Napoli, con ricollocazioni previste per i lavoratori della stessa. Consorzio che però ad oggi non si è ancora formato, rimanendo un'ipotesi su un foglio bianco.
SI è deciso così per uno sciopero di 8 ore in corso nella giornata di oggi da parte delle lavoratrici e dei lavoratori in tutti gli stabilimenti del gruppo presente nei comuni di Pero (Mi), Varese, Melano, Siena, Fabriano, Comunanza, Carinaro e Napoli.
A Varese organizzato un presidio di fronte allo stabilimento.
A Roma i lavoratori Whirlpool si sono dati appuntamento a Roma Termini ed hanno poi raggiunto in corteo il Ministero dello Sviluppo Economico, dove una delegazione di lavoratori è stata ricevuta dai vice ministri Alessandra Todde e Gilberto Pichetto Fratin.
Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom - Cigl, come riportato nel comunicato della Cigl, riferisce il fatto che Palazzo Chigi si sia preso carico direttamente della vertenza che interessa il gruppo e che i ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico stanno pensando ad una norma che ''impedisca alle multinazionali di andarsene quando vogliono''.
Ma intanto, il gruppo, dopo l'ultimo colloquio avuto con le parti che chiedevano più tempo in vista della definizione pratica del piano del consorzio di rilancio, pensa già a dare il via ai licenziamenti.
Proprio oggi il gruppo ha comunicato di aver aumentato i propri utili, non da ultimo quelli prodotti in Italia, con un più 20%.

Viene chiesto dai sindacati l'attuazione di un ''tavolo di verifica'', che possa smentire quanto sostenuto dal gruppo circa la mancata ''sostenibilità e la competenza dello stabilimento di Napoli'', a partire dalla produzione di lavatrici.

Si pone l'attenzione, appunto, sugli enormi proventi del gruppo e sulla notevole quantità di pezzi da assemblare e ordinazioni che risultano ancora da chiudere. A fronte di commesse elevate, però, il nodo dei licenziamenti e della liquidazione del sito del capoluogo partenopeo.
Non ci stanno i sindacati, così come non ci stanno i lavoratori. La Tibaldi tuona:
''Il 15 dicembre ci verrà illustrato il piano industriale, sarà quella l'occasione in cui valuteremo nel merito la concretezza del progetto di reindustrializzazione dello stabilimento partenopeo di via Argine. Non firmiamo assegni in bianco. Whirlpool è ancora il datore di lavoro di tutti, compresi i lavoratori napoletani, deve essere richiamata dal governo alle sue responsabilità. Nel prossimo incontro convocato per martedì 2 novembre sapremo se il governo ha intenzione di passare dalle parole ai fatti".

E dichiara: ''I lavoratori sono qui insieme non soltanto per dire no alla chiusura di Napoli, ma per dire che noi vogliamo un piano di rilancio di una Whirlpool che sta guadagnando tantissimo, che ha 4 milioni di pezzi da fare, che sta usando le persone come fossero oggetti finanziari [...]''.

Testimonianza anche da Varese, dove si rimarca il fatto che i lavoratori sono lavoratori del gruppo Whirlpool e spetta, per questi ultimi, l'ultima parola al gruppo stesso per risolvere il dilemma, qualora il governo non riesca a far partire soluzioni alternative in tempi utili, parafrasando le parole di Rosario Grappa, segretario generale Fiom - Cigl Napoli.
Previsto nuovo ennesimo tavolo di trattative per il 2 novembre.
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