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Non sa tradurre l'intervento in inglese, Giarrusso si difende: "Nessuna gaffe, ecco cos'è successo"

CC BY-SA 4.0 / Kaspo / Dino Giarrusso intervistato durante il Festival del giornalismo nel 2018 (cropped photo)Итальянский политик Дино Джаруссо
Итальянский политик Дино Джаруссо - Sputnik Italia, 1920, 29.10.2021
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L'ex iena e deputato europeo del Movimento 5 Stelle, Dino Giarrusso, punta il dito contro le istituzioni UE per giustificare la gaffe al Parlamento europeo mandata in onda su La7: "Non mi hanno detto che la telecamera non funziona con l'iphone".
Nessuna figuraccia, soltanto un problema organizzativo. Con un post sui social, l'ex iena Dino Giarrusso spiega cos'è successo qualche giorno fa al Parlamento europeo, quando non è riuscito a pronunciare il suo intervento in lingua inglese in commissione Agricoltura.
Il parlamentare del Movimento 5 Stelle è finito nell’occhio del ciclone dopo una clip mandata in onda durante il programma di Massimo Giletti, Non è l’Arena, su La7.
"Se noi mandiamo in Europa delle persone che non sanno parlare l'inglese, è un problema", è stato il commento del conduttore. A bersagliare Giarrusso, poi, è stata l’influencer Selvaggia Lucarelli, il cui tweet si è aggiunto al coro dell’ironia in rete.
Ma facciamo un passo indietro. L’eurodeputato avrebbe dovuto intervenire qualche giorno fa sulla questione del Prošek croato a Bruxelles. Ma al momento di pronunciare il suo discorso da remoto, dall’aula gli comunicano che senza attivare la telecamera non potrà esserci la traduzione simultanea. Giarrusso, a quel punto, accenna un paio di frasi in inglese, ma dopo pochi secondi si rende conto di non riuscire a tradurre il suo intervento sul momento e rinuncia a parlare.
Per molti, una figuraccia. Ma lui, tramite la sua pagina Facebook, dà la colpa all’organizzazione del Parlamento UE.

“Martedì ero fisicamente presente in commissione Agricoltura come faccio sempre, quando mia moglie che stava poco bene mi chiede di tornare a casa. – racconta sui social - Sapendo che sarei potuto intervenire anche da remoto, decido dunque di tornare e seguire il resto della seduta a distanza”.

“I colleghi De Castro, Lizzi, Bizzotto, intervengono prima di me, naturalmente in italiano, come sempre. Funziona così in Europa: - spiega la ex iena - gli italiani parlano in italiano, i tedeschi in tedesco, i croati in croato e così via: ci sono dei traduttori simultanei appositamente pagati per tradurre in tutte le lingue ogni intervento”.
Il problema, prosegue il racconto, è che la traduzione simultanea non è disponibile senza video e il software per i collegamenti da remoto fornito dalla UE non funziona con gli iphone di Apple.
“La funzionaria mi chiede dunque - in inglese, lingua che comprendo, ma che non padroneggio affatto come l’italiano - se posso cambiare device, usare un PC o un iPad. Io le spiego che ho solo l’iPhone in quel momento e non posso cambiare device, e lei mi risponde che se è così il mio intervento sarà soltanto audio”.
“Dopo circa un minuto da questa telefonata – spiega ancora Giarrusso - mi viene data la parola. Inizio a parlare e mi chiedono di attivare la telecamera, ed io spiego che non posso farlo perché appunto ho l’iPhone: in effetti il tasto che la attiva non funziona. A quel punto vengo interrotto e mi si chiede - giacché non sono visibile - di procedere con l’intervento ma in inglese. Provo al volo a tradurre il testo che ho scritto, ma mi rendo conto quasi subito di non essere in grado, dunque chiedo di poter fare comunque il mio intervento in italiano, come è mio diritto e come avevano fatto tutti i colleghi italiani che mi avevano preceduto”.
“A quel punto – denuncia - non solo mi viene negata questa possibilità, ma addirittura mi si spegne l’audio, impedendomi di fatto di esercitare un mio diritto di parlamentare”.
Il deputato europeo del M5S fa sapere di essersi rivolto al presidente della commissione Agricoltura, Norbert Lins, e a quello del Parlamento UE, David Sassoli, per denunciare l’accaduto.
“Il problema – attacca - è che nessuno ci ha avvertito prima dell’inizio della riunione come avrebbero dovuto fare, che la connessione con l’iPhone impedisce l’attivazione della telecamera e di conseguenza la possibilità di intervenire nella propria lingua”.
Insomma, la colpa, secondo Giarrusso, sarebbe delle istituzioni europee. Nessuna gaffe, ribadisce nella lunga replica via social, denunciando, per contro, di aver ricevuto “insulti, minacce e violenza verbale a mai finire da haters di ogni colore” per colpa delle “fake news” diffuse dai giornali.
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