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Minacce a Sala, tra i due indagati anche un sottoufficiale "no-vax" della Marina

Carlo Tognoli e Beppe Sala - Sputnik Italia, 1920, 29.10.2021
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Sono due le persone finora indagate per le minacce contro il sindaco di Milano, Beppe Sala, circolate nei giorni scorsi su Telegram nelle chat dei no green pass.
"Prendere a calci in c**o questo bastardo di m***a quando avvistato nella città". E ancora, “basta girotondi per le città ma andare sotto le case, villette di questi e farli tremare il terreno dove camminano". Sono alcuni dei messaggi di minaccia comparsi all’interno di una chat no-pass su Telegram, indirizzati al sindaco di Milano, Beppe Sala.
Il primo cittadino del capoluogo lombardo, rieletto nella scorsa tornata di elezioni amministrative, aveva denunciato nei giorni scorsi di essere diventato un vero e proprio bersaglio della rabbia dei manifestanti anti green pass dopo aver detto in un’intervista di essere favorevole ad una stretta sulle proteste contro il certificato verde.
“Su Telegram ci sono i miei numeri di telefono, c’è la mia email, si parla di decapitazione”, aveva denunciato lo stesso Sala nei giorni scorsi con un video pubblicato sulla sua pagina Facebook.
Oggi il sindaco è sotto protezione per decisione del prefetto di Milano, Renato Saccone. Il Comitato per l'ordine e la sicurezza, come riferisce Il Messaggero, ha deciso di aumentare la vigilanza davanti all’abitazione del sindaco, ponendo un'“attenzione particolare agli eventi a cui parteciperà”.
Intanto, per le minacce sulle chat ci sono già due indagati. La polizia, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dall’antiterrorismo milanese, ha perquisito due abitazioni a Vercelli e Cagliari. I proprietari sono due partecipanti alla chat di Telegram “Basta dittatura – proteste”.
Il primo è un operaio della provincia di Vercelli, il secondo un sottufficiale della Marina Militare cinquantenne, sospeso dal servizio dopo essersi rifiutato di effettuare la vaccinazione anti-Covid.

Tutti e due hanno confermato di aver scritto i messaggi considerati “intimidatori” dagli inquirenti. Per uno di loro, come si legge sullo stesso quotidiano, si configurerebbe la fattispecie di “minaccia grave” e “aggravata” perché rivolta contro un pubblico ufficiale.

Le abitazioni sono state perquisite per capire il ruolo che gli indagati rivestono nella galassia dei no-vax, che si preparano a scendere in piazza ancora una volta a Milano. Nella giornata di sabato, infatti, sono previste altre due manifestazioni: un corteo che partirà da piazza Fontana e un sit-in in piazza Duomo, dove interverrà anche il portavoce dei portuali triestini, Stefano Puzzer.
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