Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

'Minkgate': la premier danese dovrà affrontare l’impeachment per lo scandalo dei visoni

© Foto : PixabayVisone
Visone - Sputnik Italia, 1920, 28.10.2021
Seguici su
La Premier danese Mette Frederiksen rischia di essere portata davanti a un tribunale nazionale, dopo il cosiddetto 'Minkgate', lo scandalo dell’abbattimento di tutti i 15 milioni di visoni d'allevamento del Paese per prevenire la diffusione del COVID-19 mutato. Sospetti di pressioni e occultamento di prove la pongono a serio rischio.
La controversa decisione della Danimarca di abbattere tutti i 15 milioni di visoni d'allevamento per prevenire la diffusione del COVID-19 mutato è stata dichiarata illegale e, da allora, si è trasformata in uno scaricabarile tra le più alte responsabilità della nazione.
Tutti i messaggi di testo dei giorni in cui la primo ministro danese Mette Frederiksen aveva preso la controversa decisione di macellare tutto il bestiame di visoni del Paese sono stati cancellati, ha riferito TV2.
La decisione aveva suscitato da subito polemiche, per aver annientato in un attimo una fiorente industria nazionale, e in seguito era stata persino ritenuta incostituzionale, dato che la legge danese non supporta l'uccisione di animali sani. La Frederiksen, a sua difesa, puntò l’indice contro l'allora ministro dell'alimentazione e compagno di partito Mogens Jensen, che lasciò il suo incarico per la vicenda.
Tuttavia, la cosiddetta commissione per i visoni, nominata all'inizio di quest'anno per indagare sul caso, ha raccolto oltre un milione di documenti ed e-mail per tracciare il reale corso degli eventi ed è arrivata a richiedere persino gli sms della presidente del Consiglio di quei giorni, in cui era stata presa la decisione. Lo staff di Mette Frederiksen ha risposto, tuttavia, che quei messaggi erano stati cancellati automaticamente dopo 30 giorni.
Secondo il professore di diritto Frederik Waag, dell'Università della Danimarca meridionale, questo già di per sé potrebbe rappresentare un illecito.
"Se elimini tutto senza nemmeno considerare l'inserimento nei registri, diventa illegale, perché i messaggi di testo sono generalmente considerati vere e proprie lettere", ha detto Waag al quotidiano Ekstra Bladet, spiegando che lettere scritte in qualità di Primo ministro di una nazione non sono documenti personali e privati, ma documenti ufficiali e appartengono alla nazione. Quindi, come tali, distruggerli rappresenta un reato.
A seguito del putiferio mediatico, Mette Frederiksen ha promesso che il ministero proverà a ripristinare i messaggi di testo cancellati e a rivedere le sue linee guida.
Tuttavia, Danish Radio sostiene di avere sufficienza di testimonianze per dimostrare che Mogens Jensen sia stato solo un capro espiatorio dell’intera vicenda. Secondo la ricostruzione del media, sarebbero state fatte pressioni sull’ex ministro dell’Alimentazione, affinché questi si prendesse tutte le colpe e si dimettesse.
Messaggi che dimostrerebbero questa versione, nonché la gravità delle pressioni, sarebbero stati cancellati dal mittente, ma recuperati e conservati dal ricevente, afferma la Danish Radio, avvalorando, in tal modo, la serietà delle accuse rivolte al governo.
Nel corso di questo autunno e dell'inizio dell'inverno, si terranno in totale 61 interrogatori con dipendenti del ministero, funzionari governativi, rappresentanti dell'industria e ministri. L'ultima della lista, la stessa premier, che a questo punto appare come la principale accusata, testimonierà il 9 dicembre.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала