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Francia, gravi accuse all'IHU: sperimentazioni selvagge sulla tubercolosi

© AFP 2021 / Christophe ArchambaultDidier Raoult, medico e microbiologo francese specializzato in malattie infettive
Didier Raoult, medico e microbiologo francese specializzato in malattie infettive - Sputnik Italia, 1920, 28.10.2021
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L'ANSM francese auspica un'ispezione a l'IHU, l'Istituto della clinica universitaria di Marsiglia. Si ipotizza che l'Istituto abbia continuato ad erogare cure per la tubercolosi senza autorizzazione.
L'Agenzia nazionale per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari vuole un'ispezione all'IHU, la clinica universitaria guidata da Didier Raoult, per presunte sperimentazioni contro la tubercolosi prive delle necessarie autorizzazioni.
L'Agenzia dei medicinali (ANSM) ha annunciato mercoledì 27 ottobre che avrebbe "condotto un'ispezione all'interno" dell'Istituto ospedaliero universitario (IHU) di Marsiglia, guidato dal controverso professore Didier Raoult, il quale "avrebbe continuato a fornire trattamenti per la tubercolosi senza le necessarie autorizzazioni'', riporta Le Figaro.
L'ANSM ha anche detto all'Afp, l'agenzia France Presse, di aver informato il pubblico ministero per i fatti confermati mercoledì dall'Assistenza Pubblica degli Ospedali di Marsiglia (AP-HM).
Il 22 ottobre Mediapart (noto sito di informazioni fondato nel 2008 che pubblica inchieste in francese, inglese e spagnolo - n.d.r.) ha rivelato che, dal 2017, l'IHU "sta conducendo feroci sperimentazioni contro la tubercolosi, sperimentazioni che avrebbero causato gravi complicazioni in diversi pazienti, tra cui anche un minore".
Stando a quanto riportato dal sito di notizie online, le sperimentazioni hanno comportato l'utilizzo di una combinazione di quattro farmaci la cui efficacia congiunta non era mai stata precedentemente valutata, e lo studio è stato condotto nonostante il rifiuto dell'ANSM, quando si deve aspettare invece il consenso alle ricerche che coinvolgano gli esseri umani, in particolare nelle sperimentazioni cliniche dei farmaci.
L'ANSM ha indicato di essere stato allertato nel maggio 2021 circa possibili violazioni da parte dell'Istituto di Marsiglia per quanto riguarda la regolamentazione di questi test. Come riportato dal quotidiano francese di rimando dalla testata online:

“Secondo le nostre prime indagini, riteniamo che alcuni studi avrebbero dovuto essere condotti in conformità con la legislazione che disciplina la ricerca sull'uomo. (...) Questo non è ammissibile ", ha affermato l'autorità.

L'interessato, dal canto suo, fa sapere, come riportato dal quotidiano francese:
"Je ne regrette rien'', vale a dire: ''Non mi pento di niente''.
L'AP-HM, l'Assistenza pubblica dell'ospedale di Marsiglia, ha subito aperto un'indagine interna sulla "potenziale gravità dei fatti riportati", secondo quanto dichiarato questo mercoledì, spiegando che era stato presentato un protocollo di ricerca su questa combinazione di antibiotici, ma un portavoce fa sapere all'AFP che tale protocollo era stato depositato nell'agosto 2019 e che era poi stato ritirato un mese dopo aver preso atto delle riserve espresse dall'ANSM.
Tuttavia, "in assenza di un processo aperto e nonostante le riserve espresse dall'ANSM, l'IHU Méditerranée ha continuato a fornire questi trattamenti", ha spiegato il portavoce dell'AP-HM, riporta Le Figaro.
L'indagine svolta dall'ente, da cui dipende l'IHU, conferma inoltre che "alcuni" dei pazienti trattati contro la tubercolosi, con l'associazione di antibiotici in questione, erano risultati con complicanze renali e come alcuni di essi avesse dovuto ricorrere a cure chirurgiche, ha scritto in una nota l'AP-HM.

L'AP-HM ha poi spiegato che ''proseguirà le sue indagini, di concerto con le competenti autorità di vigilanza, in particolare l'ANSM'', riporta la testata giornalistica d'oltr'alpe.

Il controverso professor Raoult ha detto via tweet lunedì che le "ultime 'rivelazioni' sono una tempesta in un bicchiere d'acqua".
L'IHU e il signor Raoult hanno incontrato una forte risonanza mediatica all'inizio della pandemia di Covid-19, nel 2020, quando avevano sostenuto che l'idrossiclorochina fosse un trattamento valido per la malattia, nonostante la mancanza di effetti dimostrati.
Si dipinge un quadro notevolmente inquietante, se si pensa a sperimentazioni effettuate senza autorizzazione e all'oscuro del pubblico, ma è proprio di oggi la smentita in risposta alle accuse da parte del dottor Didier con un tweet:
''Che sia chiaro: non esiste una ricerca sul trattamento della tubercolosi all'interno del polo delle malattie infettive e tropicali di @ aphm_actu ospitato da @ IHU_Marseille''.
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